Tana libera tutti!

“Quando sei nato non puoi più nasconderti”. La frase mi gira in testa da un po’.

Mi è venuta in mente all’improvviso. Ricordavo un film con questo titolo , e una rapida ricerca si internet mi ha dato la conferma: è un film di Marco Tullio Giordana, basato sul romanzo di Maria Pace Ottieri, e affronta il tema dell’immigrazione dal punto di vista di un bambino. Il significato del titolo è – cito da Wikipedia – “che la stessa nascita segna il passaggio ad una vita difficile che devi affrontare con le tue forze e a cui non puoi sfuggire nascondendoti, evitando di fare le tue scelte”.

La spiegazione  dalle sfumature leopardiane mi convince poco, ma non avendo visto il film, o letto il libro non posso permettermi di fare chissà che riflessioni illuminate sul tema. Però questo titolo continua a interrogarmi…..

Procediamo per gradi, proviamo a scomporre ( vi avverto, potrebbe essere lungo e noioso…)

“Quando sei nato”….

Si dice che quando nasce, un bambino viene alla luce, viene al mondo, e quindi passa dalle tenebre e dal nascondiglio del ventre materno alla luce della realtà che  lo circonda.Il neonato è dipendente dalla madre, è vero, ma respira da solo, piange, fa sentire la sua voce agli altri, scopre il rapporto con la realtà. Non è più nascosto, insomma.

“Nascondere”

Cercando sul dizionario la parola “Nascondere” vengono fuori due significati: quello comune di “tenere celato qualcosa o qualcuno in modo che non sia trovato, sottrendolo alla vista degli altri”, e il significati figurati “tenere dentro di sé, dissimulare, tenere segreto” e infine “tacere per non rivelare qualcosa”….e già questo mi fa suonare un campanellino nella testa e mi fa pensare alla frase del Vangelo “Nulla vi è di nascosto che non sarà svelato, nè di segreto che non sarà conosciuto”.(Mt.10,26), che già di per sé suona come un “tana libera tutti”.

Esistono modi diversi di nascondere una persona. La si può nascondere fisicamente, tenendola segregata da qualche parte, più o meno come accade a Raperonzolo chiusa nella torre (alte citazioni!) o come abbiamo visto ai recenti dittatori al tramonto. Oppure si può nascondere in senso figurato, non mostrandola al mondo, impedendole di essere alla luce, di essere al mondo. Cioè di affermarsi nella realtà con la sua unicità. Vogliamo dirlo? Diciamolo: noi siamo bravissimi a  nascondere/nasconderci in senso figurato. Di più, sappiamo costruire i nascondigli con un solo tipo di mattone: la paura . Paura di confrontarsi, paura di avere un’opinione differente, di dire la verità agli altri – e anche a noi stessi –  paura di sbagliare, di provare, di deviare da un percorso di vita già stabilito, da idee già pensate e masticate da altri, da battaglie già ingaggiate e già combattute, spesso anche già perse eppure ancora lì, paura di smettere un abito comodo, per provare il brivido della scomodità. La paura  permette di costruire muri solidissimi, capaci di resistere a tutte le intemperie; l’orgoglio fa il resto.  Corazzati nei nostri bunker come siamo, deve arrivare qualcuno, o qualcosa che illumina, che ti fa vedere, che ti fa uscire dal tuo nascondiglio artificiale e ti…mette alle luce, qualcuno o qualcosa per cui valga la pena rischiare, e che ti dia il coraggio di cambiare, di uscire dal buio verso la luce. In pratica occorre “nascere” o meglio rinascere, e questa è chiaramente una buona notizia, e proprio per questo spesso è più difficile da comunicare a chi è abituato a vivere nel vecchiume, e a non guardare oltre il suo naso. E se è difficile trasmettere le buone notizie, in generale, figuriamoci la Buona Notizia in assoluto.

Chi è stato preso per mano ad uscire dal Migliore Amico, forse ne sa qualcosa: sa che la vita si rinnova,   e che passa dal minuscolo al Maiuscolo, che cambia persino il modo di pensare. Il desiderio di trasmettere questo fiume di Luce agli altri è fortissimo…ma come si fa? Perché guardare negli occhi gli amici della vita di prima, quella del nascondimento, e dirgli “guarda, ecco, ti parlo di un nuovo modo di vivere, di volerti bene, la strada buona è questa”, può essere una delle cose più difficili da fare. Smentire davanti a tutti un’idea che fino a poco fa anche tu hai abbracciato senza dubbio alcuno (ma in realtà senza molta convinzione), indicare come sbagliato un comportamento portato avanti da anni  anche da te e che all’improvviso vedi in tutta la sua assurdità; avere il coraggio di dire la verità, sempre, anche quando questa non è “politicamente corretta”, accettare gli sguardi stupiti e perplessi, i silenzi compassionevoli, o anche i “sì, sì, certo” di cortesia, è oggi una impresa da guerrieri impavidi e senza timore. Perché caspita se è difficile, uscire dal buio del nascondiglio, abituarsi alla luc del sole dopo che sei stato abituato all’oscurità.

” Guai a me se non annuncio il Vangelo!” ammonisce Paolo nella prima lettera ai Corinzi  ( 9, 16) seguendo l’istruzione del Maestro: “Voi siete la Luce del mondo, non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto un moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostra opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli” (Mt. 5,14-16)”. Mica male come incarico….Quindi è vero, “Quando sei nato non puoi più nasconderti”,  quando sei chiamato alla luce, e ad essere luce, non puoi e non vuoi più nasconderti nel buio di una vita minuscola; la Vita maiuscola, quella che ti viene donata e che ciascuno è chiamato a vivere nella tua unicità, diventa l’orizzonte di riferimento, da far scoprire agli  altri. E chi invece questa chiamata alla luce non la sente, ma in fondo al cuore la vorrebbe, e che il Migliore Amico non lo conosce? Nel dubbio, si può sempre chiedere di essere “scoperti” e “illuminati”: a nascondino basta un cenno  della mano per essere liberati.  Anche perché restarsene nascosti tutto il tempo aspettando il momento giusto  per uscire fuori con le nostre forze spesso è ancora più difficile e faticoso.

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One thought on “Tana libera tutti!

  1. Non è forse il tuo post più riuscito e accattivante, ma molto centrata la preoccupazione che sottende, quindi ti quoto con grata commozione.

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