Sorelle del cuore

Mi ricordavo bene, allora. Qualche tempo fa scorrendo il sito del Corriere della Sera mi sembrava di aver letto una notizia sulle sorelle; uno studio, un sondaggio o roba simile sul vantaggio di avere una sorella. Ricordavo solo il titolo a grandi linee e la vignetta che accompagnava l’articolo, niente di più. Mi è tornato alla mente, ho fatto una rapida ricerca su internet….e l’ho trovato.

L’articolo è effettivamente di parecchio tempo fa ( 1 novembre 2010): firmato da Maria Laura Rodotà, riporta gli effetti di uno studio condotto da una linguista americana, pubblicato all’epoca sul New York Times, in base al quale – cito testualmente – “le persone che hanno entrambi i genitori in comune con un’altra persona di sesso femminile vivono più felici. Insomma, avere una sorella fa bene”. In particolare si dice che si è più felici con una sorella in casa perché si parla di più, si chiacchiera con maggior facilità di tutto e di niente, con effetti positivi sulla sicurezza personale e l’affettività

Premesso che avere dei fratelli, maschi o femmine che siano, è una naturale palestra di vita, perché impari fin dalla nascita a confrontarti con un’altra persona, questa storia delle sorelle che fanno felici mi piace. E mi piace perché è vera. Avere una o più sorelle, ( a meno che non siano Joan Crawford e Bette Davis di ” Che fine ha fatto Baby Jane?”, o le sorellastre di Cenerentola, ovvio), è un dono immenso che porta una serie indiscussa di benefici.

Se sei tu la sorella maggiore, puoi diventare un faro, un modello, un esempio di femminilità per la minore, che tenderà ad emularti, sempre e comunque. Se sei la sorella più piccola (il mio caso), puoi imparare, a grandi linee e semplicemente osservando le sorelle maggiori, come funziona la vita: loro studiano per ore, tu le imiti sottolineano Topolino, e ti affacci già così alla vita scolastica; l’età dei brufoli e dei primi amori ti viene mostrata con largo anticipo, così che tu possa essere preparato; scopri e incameri le reazioni dei tuoi genitori sui seguenti argomenti: orari di ingresso – uscita la sera, motorino, macchina ( che comprende parcheggi e multe, argomenti spinosissimi), scollature, altezza dei tacchi (il gioco “alle signore” con le scarpe alte della mamma o della sorella maggiore è un grande classico!), eventuali tatuaggi/piercing dei fidanzati, pernottamenti fuori casa non autorizzati.

Poi ci sono vantaggi pratici: per quanto riguarda la moda puoi teoricamente puntare su un doppio guardaroba, perché si sa che le sorelle si scambiano i vestiti (dico teoricamente perché non sempre i fisici sono uguali, e anche questo è il mio caso), e poi avere avuto le sorelle adolescenti negli anni ’80 può rivelarsi un bonus in più, perché ora che la moda del periodo sta tornando sai già cosa è assolutamente da evitare (ad esempio paraorecchie rosa pelosi, super spalline , cinturoni e occhiali a specchio). Il trucco, poi è un momento magico: le chiacchierate migliori con le sorelle nascono davanti allo specchio, prima degli appuntamenti importanti, in quei delicati frangenti in cui giochi a truccarti e impari osservando loro tutte le tecniche per sfumare l’ombretto, o stemperare un rossetto, per poi ricambiare il favore quando diventi grande. E infine la musica: penso di essere stata l’unica bambina della mia classe alle elementari a sapere che Terence Trent D’Arby non era una malattia esotica, ma un cantante decisamente fascinoso che ha prodotto un solo e unico disco decente. Non lo avrei mai saputo, né lo avrei mai ascoltato se non ci fosse stata mia sorella a comprare quell’unico disco, in vinile.

Piccoli momenti di vita quotidiana a cui si affiancano altri momenti leggendari: traguardi importanti raggiunti insieme, sofferenze indicibili condivise spalla a spalla, gloriose litigate, pizzichi, baci a scrocchio. Solo le sorelle possono comprendere certi meccanismi di famiglia incomprensibili anche ai fratelli maschi, sono con loro puoi permetterti di ridere e sorridere dei genitori, o assistere a piccole sfilate casalinghe e fornire consigli illuminati sui vestiti della mamma; solo loro sanno farti arrabbiare fino alla furia per un trucco rubato, per un vestito sgualcito, per una frase messa male a cena. Le sorelle di sangue rappresentano la figura femminile di riferimento alternativa alla madre, sono quelle con cui puoi confrontarti, confidarti, e litigare con maggior serenità ( mi ci vedete a tirare una ciabatta in testa a mia madre? A mia sorella sì!). E nell’affetto, negli abbracci , nei piccoli regali, nelle lacrime versate insieme e nelle risate condivise ti insegnano ad essere donna, e amica, e sorella per gli altri.

Perché poi ci sono le “sorelle per elezione”. Sono quelle donne cioè che non nascono come tue sorelle, ma lo diventano, perché tu stessa le scegli, e il tempo, l’affetto, il percorso di vita ti aiutano a sceglierle. Non tolgono nulla al ruolo delle sorelle ufficiali, ma spesso rappresentano un punto di riferimento più significativo, e sono espressioni di un legame che può essere addirittura più forte del sangue. Sono le donne con cui condividi i momenti cruciali della vita, quelle con cui passi ore a chiacchierare, quelle che, quando le rivedi dopo mesi o anni di lontananza, ti sembra sempre che sia passato un minuto. Sono le persone con cui ti capisci con uno sguardo, con un sorriso o un cenno del capo, che raccolgono lacrime amare, delusioni, confessioni intime e personali profonde,  tutto quello che per pudore alla sorella di sangue non hai raccontato. Sono, infine, le donne che sanno accoglierti nelle loro vite perché anche loro ti hanno scelto, e che sanno guardarti negli occhi e dirti se stai sbagliando o se stai facendo bene, senza invidia, senza fare paragoni, senza rivalità. Sono le stesse persone che ti dicono “tengo il cellulare acceso stanotte, se hai bisogno di qualcosa”, e che assecondano le manie più assurde, apprezzano gli abiti più fantasiosi, affermano ( e spesso ti confermano) spassionatamente che quel ragazzo lì –  quello che non ti vede nemmeno per sbaglio –  “abbi pazienza, proprio non fa per te”.

La Provvidenza nella sua bontà mi ha fornito due sorelle di sangue, che mi assomigliano nel fisico e nel modo di ridere e di parlare; sono infinitamente grata per entrambe. Ma siccome  Lui, nella sua onniscienza, sapeva già che negli anni decisivi della mia vita  adulta non le avrei avuto accanto (una trasferita “in alta Italia”, l’altra, secondo la sua volontà, ancora più su), ha pensato di mettere sulla mia strada tante di queste sorelle per elezione. Alcune sono sorelle nella fede, e condividono con me le gioie, le sfide e le sofferenze della vita del discepolo alla scuola del Maestro, altre sono sorelle che il Maestro proprio non lo conoscono o lo guardano con distacco e scetticismo: il cuore le ha scelte comunque, e riserva loro una dose speciale di affetto e apprensione. Alcune sono più grandi di me, e sanno insegnarmi quello che le brave sorelle maggiori spiegano alle minori, altre sono più piccole, e quindi destinatarie di speciali manifestazioni di tenerezza. Mentre scrivo penso a tutte loro, sorelle di sangue e di elezione. E siccome sono già abbastanza lunga per stasera, non farò l’elenco dei nomi… e quindi che siano della zona di Biella e dintorni, di Genova, di Macerata e zone limitrofe, toscane, umbre, napoletane, di Roma centro, nord e sud, est e ovest, dei dintorni di Roma, di Roma ma trapiantate a Reggio Emilia, di Roma ma trapiantate a Londra, di Buenos Aires trasferite a Roma e poi tornate a Buenos Aires, e di ancora più su….. a tutte queste donne va la mia ammirazione, il mio abbraccio sincero, il mio ringraziamento per tutto quello che ciascuna di loro porta avanti nella vita, nella professione, nella vocazione, e per quello che sanno insegnare a me.

Una di loro, sorella per elezione da anni, – e campionessa di passeggiate notturne sul lungomare, di hully gully, nonché compagna storica di chiacchiere fino all’alba – sta per sposarsi: è a lei che questo lunghissimo post è dedicato.

 

PS. E i fratelli? Nessuna brillante riflessione sui fratelli? Come dice Nino Manfredi in quel capolavoro che è “Straziami, ma di baci saziami” : <<Tempo al tempo>>. Come dire….arriverà.

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3 thoughts on “Sorelle del cuore

  1. Cos’hanno che non va le sorellastre di Cenerentola? 😉
    Bellissimo post che condivido in pieno, se non avessi mia sorella non sarei io!
    Grazie!

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