Diciamo(ci) la Verità

Potrebbe essere un massacro, lo so. Un post potrebbe mandare a gambe all’aria tutto questo bellissimo spazio di racconti e confronti. Le idee sono poche e confuse, l’argomento è molto più grande di me, Papa Benedetto stesso ci ha scritto su un’intera enciclica, e ciascuno di voi potrebbe citare passaggi d opere che io non conosco, rendendo ancora più fragile ogni mia argomentazione. Ma rischio.

Mi sono messa in testa di parlare della verità. Avrei potuto scrivere del Natale, del fatto che siamo al 12 dicembre e io ho già fatto il presepio, o ancora, se sia meglio il pandoro o il panettone.  E invece questa idea di parlare della verità mi gira nella testa già da qualche giorno. Argomento spinosissimo, su cui io come sempre non ho le parole giuste. Parto quindi da tutto quello che ho chiaro in testa, un concetto semplice ma efficace: esiste la verità e esistono le menzogne. Fin qui credo che ci siamo… o no? Cosa mi ha fatto arrivare a questo pensiero risolutivo?

Sarà perché durante questo ponte dell’Immacolata ho avuto tempo per pensare, e la visione del cortometraggio “il Circo della Farfalla” ha scosso i sensi e l’attenzione, o forse perché sono stata a contatto con un bambino di tre anni, che non ha alcuna difficoltà a farti notare quando dici la verità e quando una bugia. Sarà che ho risentito una vecchia canzone di Biagio Antonacci, prima che diventasse melenso, intitolata “Liberatemi” che inneggia proprio all’importanza di dire la verità.  O forse sarà che da piccola ho letto Pinocchio, e  ho visto pure il film, e ricordo abbastanza chiaramente che gli si allungava il naso tutte le volte che diceva una bugia, e nessuno, nemmeno la Fata Turchina in persona, si prendeva il tempo per valutare le condizioni in cui era stata detta e perché, e trovare delle attenuanti.

Da tutto questo, torno al punto di partenza: una bugia è una bugia, la verità è la verità, non ci vuole molto a comprenderlo. Eppure tutto questo sembra non essere più così evidente, e oggi facciamo così fatica a riconoscere la verità, che ne abbiamo create  tante, così siamo sicuri di non sbagliare. Sì, perché nel mondo esistono tante verità, e ognuna sembra avere il diritto di cittadinanza: l’amore è eterno finchè dura, volere è potere, un figlio è un diritto, il corpo è mio, la vita è mia, decido io come vivere e come morire, la preghiera è superstizione, ma è sempre meglio tenere un porta fortuna in casa, perché non si sa mai, ognuno deve essere libero di vivere come vuole, io la penso così, ognuno ha  la sua opinione, la mia libertà inizia dove finisce la tua, eccetera eccetera.  L’idea che esista una Verità maiuscola, radicata nel profondo di ogni cuore, è una leggenda metropolitana. Ognuno sceglie la sua verità, secondo il proprio gusto, e le varianti consentite, parlare di una verità assoluta ed evidente per tutti è quasi scandaloso, un attentato alla libertà di pensiero e di azione degli altri. Un po’ come la Settimana Enigmistica, quindi, la Verità vanta innumerevoli tentativi di imitazione, molti dei quali riusciti. Quelli che non sono riusciti,e non passano come verità, vengono targati come “dubbi”, in attesa di giudizio. Siamo pieni di dubbi, e di incertezze, e di verità relative: in un mondo così Pinocchio avrebbe avuto un naso normale, e sarebbe rimasto burattino per sempre.

“ Che cos’è la verità?” chiede Ponzio Pilato a Gesù. Bella domanda, che ogni uomo si è posto nel cuore almeno una volta, e su cui fior di sapienti si sono scervellati nei secoli. E, aggiungo io, esiste la verità? Secondo il vocabolario della lingua italiana sì, e ha almeno sei significati diversi tra cui- cito testualmente – “ ciò che è vero in senso assoluto”, e riporta esempi tratti quasi tutti dal Vangelo. Esiste quindi  la verità  in senso assoluto, e a quanto pare riguarda il Vangelo. Ma come è fatta, che sapore ha, che colore?

Giovanni Paolo II, il papa beato amato da tutti, ha scritto nel messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù del 1989: “La verità è l’esigenza più profonda dello spirito umano. Soprattutto i giovani sono affamati della verità intorno a Dio e all’uomo, alla vita ed al mondo. Nella mia prima enciclica «Redemptor Hominis» ho scritto: «L’uomo che vuole comprendere se stesso fino in fondo, – non soltanto secondo immediati, parziali, spesso superficiali e perfino apparenti criteri e misure del proprio essere – deve, con la sua inquietudine e incertezza ed anche con la sua debolezza e peccaminosità, con la sua vita e morte, avvicinarsi a Cristo» («Redemptor Hominis, 10). Cristo è la parola di verità, pronunciata da Dio stesso, come risposta a tutti gli interrogativi del cuore umano. E’ colui che ci svela pienamente il mistero dell’uomo e del mondo.”.  E ancora Benedetto XVI all’inizio della “Caritas in Veritate”: “Senza verità si cade in una visione empiristica e scettica della vita, incapace di elevarsi sulla prassi, perché non interessata a cogliere i valori — talora nemmeno i significati — con cui giudicarla e orientarla. La fedeltà all’uomo esige la fedeltà alla verità che, sola, è garanzia di libertà (cfr Gv 8,32) e della possibilità di uno sviluppo umano integrale”.

Eccoci al punto: la Verità maiuscola parla al cuore dell’uomo, e gli svela il mistero della sua vita, il senso profondo dell’esistenza, dell’amore, dell’amicizia, della felicità.  E’ la Verità che non si limita a parlare alla pancia, e che quindi si fa considerare vera per emozione e sentimento, ma è quella pura, chiara, scritta nel cuore, e che proprio al cuore parla e da lì arriva alla testa e infine alla pancia. E’ quella che grida, spesso senza essere ascoltata, quando viene tradita da pallide imitazioni o, bugie, o inganni, o trappole, e per alcuni continua a gridare in una parte nascosta dell’anima per tutta la vita, se invano o no, questo solo Dio lo sa.

Questa Verità, dice Giovanni Paolo II – e anche il discepolo lo sa  – ha il nome di Gesù Cristo, e non perché è particolarmente simpatico, e perché tra poco è il suo compleanno, ma perché Lui stesso ha detto “Io sono la Via, Verità, e Vita”(Gv.14, 6). Se lo dice lui, che è Maestro, io mi fiderei. Come si sono fidati i santi, che hanno creduto, e che sono oggi per noi questi maestri di Verità e prove viventi che, solo seguendo la Verità e combattendo per essa, l’uomo trova il senso della sua vita, e la sua vera libertà. Biagio Antonacci di cui sopra canta “bisogna dire la verità, nessuno dice la verità, ho una gran voglia di vivere, desiderare, decidere….mi hanno rubato la libertà”, io sento queste parole e mi viene in mente quel passaggio del Vangelo in cui Gesù dice ai suoi discepoli: “Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli: conoscerete al verità, e la verità vi farà liberi”(GV.8,32). La Verità maiuscola è nella conoscenza di Cristo e nel suo Vangelo, il suo sapore è quello della libertà: è la verità che ti libera dalle catene della schiavitù, dal pensiero indotto, dalle menzogne dell’apparenza e del “dovrebbe essere”. Una volta che la conosci e la vedi con evidenza, ti accorgi di come tutte la altre sono pallide imitazioni, e , se lo vuoi, ti viene dato lo Spirito per comprendere quando la tua vita viaggia nella Verità, o in una delle verità alternative, e ti libera dal peso di  doverle sopportare. Allora sì che puoi vivere, desiderare e decidere della tua vita, quando ti sei tuffato nel senso profondo di questa Verità  e non ne puoi più fare a meno, tanto da desiderare di continuare a cercarla, sempre e comunque.

Diciamolo a tutti, anche a Biagio Antonacci. E diciamogli pure che non sarebbe male se tornasse a fare canzoni così.

 

 

 

Annunci

One thought on “Diciamo(ci) la Verità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...