Nome in codice: “Sale”

James Bond mi è sempre stato un po’ antipatico.

Belloccio, fascinoso, intrigante, sempre così perfetto, sempre con la risposta giusta, con la pistola a portata di mano, e le armi segrete nascoste nel pacchetto delle sigarette, nel calzino, nel tacco della scarpa, con l’Aston Martin lustra, i capelli impomatati, e uno stuolo di donne da far cadere ai piedi. Sì, mi è antipatico, e, nonostante gli sforzi di mio padre,  ammetto di non essere mai riuscita vedere un film di 007 per intero, nemmeno quelli con il magnifico Sean Connery: un sonno pesantissimo mi prende alla vista dell’ennesimo inseguimento, e così, alla rivelazione dell’intrigo, sono già nella fase REM.

Eppure in generale le storie degli agenti segreti sono interessanti: piene di azione, di mistero, storie in cui non ti puoi fidare di nessuno e fin dall’inizio guardi con sospetto anche il lattaio o l’ultima comparsa sullo sfondo. Rimani in tensione tutto il tempo, e alla fine ti accorgi che non avevi capito niente, e che magari  la vecchina del pianerottolo che fa la maglia è in realtà il capo di una temibile organizzazione criminale, e che il ferro da calza, che usa per fare le sciarpe, è il microtelecomando di un missile.

Angelina Jolie, qualche anno fa, ha interpretato sullo schermo una spietata agente segreta russa, infiltrata tra gli americani, di nome “Salt”. Oltre a essere ovviamente bellissima e impeccabile, nel film riusciva addirittura a costruire una bomba con un estintore e i detergenti del carrello delle pulizie, a tingersi i capelli a mani nude senza scomporsi né fare una macchia (tra l’altro passando da un biondo chiaro al nero corvino, senza nemmeno una sbavatura!) e a saltare da un camion all’altro in un inseguimento mozzafiato tra i cavalcavia. Ovviamente parlava anche tutte le lingue del mondo, e ad un certo punto si travestiva da uomo, passando senza problemi controlli severissimi (Angelina Jolie? vestita da uomo?), ma questi sono dettagli.

Perché gli agenti segreti dei film sono così, certe le cose le fanno come se niente fosse. Hanno armi insospettabili, sanno far ripartire la macchina usando il laccio delle scarpe, o uscire da un incendio devastante con una sbucciatura al ginocchio, o uccidere in un secondo 300 terroristi con una pistola ad acqua, e poi andare a ballare il tango con la bella di turno ( Schwarzenegger in “True Lies” lo faceva, ve lo ricordate?). Tutti da piccoli abbiamo giocato almeno una volta a fare l’agente segreto, magari dell’ FBAI (perché noi l’inglese lo masticavamo), girando guardinghi per casa nostra  o degli amici,  e fermandoci all’improvviso, immobili, in pose plastiche, agli angoli, dietro le porte e gli armadi, con le mani a forma di pistola e la finta ricetrasmittente.

Nonostante questo, però, mi  è sempre stato abbastanza chiaro che nella vita non sarei mai diventata agente segreto. Troppo faticoso, troppo stress. Con la mia incapacità di costruire le bugie, di reggere i giochi, capire le strategie e dissimulare, sarei stata un fallimento, mi  avrebbero scoperto subito, e non avrei salvato il mondo.  Però mi piacerebbe lo stesso essere l’agente “Salt”, l’agente Sale.

Non una riedizione italiana del personaggio della Jolie, ma un agente molto più speciale, a servizio di un Re molto più importante della “sua Maestà” di James Bond.  Niente pistole, niente bombe a mano, niente identità segrete, e passaporti di ogni paese. Essere Sale, e basta. Piccolo, misero, quasi invisibile, agire nel mondo senza troppo spettacolo. Lavorare nel tempo usando strumenti antichi, sempre uguali ed efficaci: il rosario la preghiera, i Sacramenti, il silenzio davanti al Tabernacolo. Essere al servizio di Cristo, ricevere il sapore da lui stesso, prendere  dall’amicizia con Lui la forza per diffondere, per spargere, per dare sapore, e colore alle esistenze degli altri; grano dopo grano, trasmettere il Bene e i doni di Grazia ricevuti nel tempo.

Come ha scritto Giovanni Paolo II nel messaggio per la Gmg di Toronto del 2002: “…mediante il Battesimo, tutto il nostro essere è stato profondamente trasformato, perché “condito” con la vita nuova che viene da Cristo (cfr Rm 6,4). Il sale, grazie al quale l’identità cristiana non si snatura, anche in un ambiente fortemente secolarizzato, è la grazia battesimale che ci ha rigenerati, facendoci vivere in Cristo e rendendoci capaci di rispondere alla sua chiamata ad “offrire i [nostri] corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio” (Rm 12,1).[…]Come sale della terra, siete chiamati a conservare la fede che avete ricevuto e a trasmetterla intatta agli altri. La vostra generazione è posta con particolare forza di fronte alla sfida di mantenere integro il deposito della fede (cfr 2 Ts 2,15; 1 Tm 6,20; 2 Tm 1,14). Scoprite le vostre radici cristiane, imparate la storia della Chiesa, approfondite la conoscenza dell’eredità spirituale che vi è stata trasmessa, seguite i testimoni e i maestri che vi hanno preceduto! Solo restando fedeli ai comandamenti di Dio, all’Alleanza che Cristo ha suggellato con il suo sangue versato sulla Croce, potrete essere gli apostoli ed i testimoni del nuovo millennio.”

Sì, vorrei proprio essere l’agente Sale: imparare dal Maestro a dare sapore  e luce alla terra e alla vita, conservare, e seguire le orme di tanti che vivono e operano intorno a me, che testimoniano la santità con  i grani della loro esistenza semplice, girando sugli altri la stessa Luce che hanno ricevuto, e portando un mare di Grazia e di Bene. A me, per prima.

Una vita al servizio  del Re dei Re, contro la tentazione di essere insipidi, di  diventare inutili, ed essere calpestati. “Voi siete il sale della Terra….voi siete luce del mondo”(Mt. 5,13-14)), è l’indicazione del Maestro, parte delle istruzioni di base per costruire la casa sulla roccia, e resistere alla tempesta(Mt 5,1 – 7, 29): dare luce e sapore, illuminare le tenebre,  salvare la terra dalla disperazione dell’essere buia e “sciapa”, e conservare la luce della fede. E’ questa  la missione irrinunciabile,  la missione per la vita, chiara e semplice, da portare avanti non per capacità  e bravura personale, ma perché tu per primo hai ricevuto il sapore che dà senso al sale, tu per primo, nel pieno delle tue bruttezze, sei stato illuminato con la Luce del mondo, e sai  che non puoi farne a meno. Puoi scoprire nel tempo come tu sia fondamentale, come il tuo essere sale e luce sia prezioso e importante per gli altri,  per non lasciare la vita di nessuno al buio, né una parte della terra senza sapore.

Pochi grani di sale, una lampada sul candelabro, e la vita del mondo cambia. Senza misteri, senza intrighi, senza bugie. Altro che James Bond e Angelina Jolie.

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2 thoughts on “Nome in codice: “Sale”

  1. Seppur con trepidazione e con in testa quel tarlo (di buone intezioni è lastricata la strada verso l’inferno) che fin da ragazzo mi è stato ripetuto e nella mia vita ho potuto purtroppo sperimentare (no, non l’inferno… ma fare il male mentre pensavo di desiderare il bene…) aderisco appieno al tuo invito, affinché si crei una catena silenziosa di anime in preghiera per il bene proprio e del mondo, senza dimenticare chi ci è più prossimo…
    Anche questa volta segnalo la tua riflessione ad un’altra amica, hai visto mai…?

    Grazie Maria Elena per la tua lucidità di fede e per come sai testimoniarla attraverso lo scritto.

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