La barriera

Ho iniziato a scrivere questo post ieri sera, dopo una giornata massacrante. La schiena a pezzi, le gambe doloranti, gli occhi secchi per le troppe ore con le lenti a contatto, l’incapacità di parlare, e di mettere in fila i pensieri. La stanchezza non mi ha permesso di  spostarmi nella zona “blog”, più intima e raccolta, lontana da occhi indiscreti, e così mi sono ritrovata a scrivere sul divano, con troppe luci accese e la tv in sottofondo.

Ho iniziato a scrivere questo post ieri sera, dopo aver visto migliaia di persone: una distesa di teste, un muro di gente a cui dover parlare, raccontare, spiegare, indicare, e poi guidarli tutti attraverso un dedalo di corridoi del ‘600, di affreschi, di opere di valore artistico elevatissimo, e di valore spirituale inestimabile. Mille voci, mille facce, mille occhi e l’incubo di una scala a chiocciola fatta decine di volte, di corsa. L’introduzione fuori, l’attesa del segnale del via, portare il gruppo dentro , spiegare velocemente, farli passare su una fila sola, accompagnarli verso l’uscita, e salutare. Poi ricominciare da capo. Così, tutto il giorno. In certi momenti l’ ingranaggio si  è inceppato,  e così ci siamo  ritrovati a far uscire ed entrare dalla stessa porta due o tre gruppi contemporaneamente: per dividerli e guidarli usavamo le braccia, allargate a mo’ di transenna, in modo che sapessero dove passare. In pratica si costruiva una barriera, per delimitare lo spazio di un gruppo rispetto all’altro che nel frattempo si muoveva, si spostava dietro di te. Non ha sempre funzionato, non è stata sempre una tecnica efficace, ma ci abbiamo provato.

Una barriera definisce uno spazio, difende e protegge. E’ quella che costruiscono anche gli amici, quando si uniscono gli uni intorno agli altri, nei momenti di difficoltà, per difendere le persone a cui vogliono bene. L’ho sentito tante volte questo cordone di sicurezza intorno a me, in tanti momenti ho avuto davvero la sensazione di essere protetta e sostenuta da una barriera di affetto, di presenza, di preghiera, fortissima, invalicabile, impenetrabile, che delineava lo spazio del dolore e della sofferenza, ma anche quello del riposo e della speranza. In questi giorni lo stesso muro di sicurezza viene costruito attorno ad una famiglia amica, piegata dal dolore per una grave perdita. E’ un muro di amore, costruito giorno dopo giorno, in modo sempre più forte,per proteggere questi Amici, per sostenerli e per cercare,  in qualche modo, di alleviare da loro un po’ del loro dolore. E’ costruito da mattoni  di preghiere e lacrime, e fatto dalle braccia, allargate nell’abbraccio più stretto, nella carezza più amorevole, pieni della certezza della propria povertà di fronte all’abisso di sofferenza che ti sta davanti, ma usate come strumenti, da cui lasciare passare l’ Amore maiuscolo.  L’Unico che sa davvero consolare, proteggere, difendere e dare sostegno alle persone che sono così care al tuo cuore, nel momento della prova. Il tempo ci dirà quando aprire le braccia e lasciare la presa. Per ora il cordone è stretto attorno a loro, a questi Amici, nel silenzio della commozione e della tristezza.

La tristezza oggi attraversa anche il blog, che ha perso uno dei suoi primi lettori. Qualche tempo fa  mi disse che potevo usare qualcuna della sue bellissime foto per lo sfondo, ma con il mio solito tempismo, non l’ho fatto. Lo faccio ora. Si dice che in questi momenti ognuno cerca di esprimere come può il dolore e il dispiacere. Io non sono brava a parlare, non trovo parole per consolare, non riesco a piangere. So solo scrivere, mettere in parole questi pensieri confusi, e lasciarli qui. E so aprire le braccia per fare “barriera”. E  per dire a Chiara, Damiano e Francesco: vi voglio tanto bene.

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3 thoughts on “La barriera

  1. Di fronte alla scomparsa di una persona cara più che mai vale la recita di una preghiera e la compagnia a chi resta…
    In silenzio recito un Requiem…

  2. Carissima Elena, ti chiedo di pregare per Roberto, un mio carissimo amico che è gravemente malato. Grazie di cuore! Che Dio ti doni ogni benedizione.
    Laura

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