Gianna e Chiara

Oggi ho deciso di raccontare le storie di due mamme, distanti 50 anni l’una dall’altra.

La prima si chiama Gianna, è nata a Magenta, vicino Milano, da una famiglia numerosa.  Ha studiato tanto ed è diventato medico, stimato e apprezzato, e ha pensato per lungo tempo di abbracciare la vocazione alla vita consacrata, come già tre dei suoi fratelli. Poi ha incontrato Pietro, si è fidanzata con lui, si sono sposati e hanno avuto tre bambini. Amante della musica, della moda, Gianna ha continuato a  crescere i suoi figli, sostenendo con coraggio le difficoltà dovute alla lontananza del marito spesso costretto fuori casa dal lavoro, e portando avanti il suo servizio come medico a Ponte Nuovo di Magenta. Quando ha scoperto di aspettare il quarto figlio, la gioia si è mescolata alla paura: una gravidanza a rischio, le hanno detto, per un fibroma all’utero. Lei si è fatta operare, e ha portato avanti la gravidanza: come ha raccontato il marito tempo dopo <<…furono la sua piena fiducia nella provvidenza del Signore, la certezza dell’efficacia della preghiera, il suo abbandono alla volontà di Dio, a darle forza e sostegno in quella lunga, preoccupatissima attesa>>. Prima la vita del bambino, poi la sua: lo  ha ripetuto a Pietro, quando è arrivato il momento del parto: <<Se dovete scegliere tra me e il bimbo, salvate lui>>. Ha messo al mondo una figlia,  e forse ha avuto il tempo di vederla, prima di iniziare un’agonia che l’ha portata a morire poche ore dopo, a 40 anni.

La seconda mamma di cui vi parlo è Chiara. Di lei, ammetto, so molto poco. Me l’ha fatta conoscere un  amico blogger qualche giorno fa, e da allora è rimasta nei miei pensieri. Gran parte della sua storia la racconta lei stessa, nei video che vedete sotto: è la storia di una ragazza normale, giovanissima sposa, che accoglie con gioia il dono del primo figlio. Anche per lei, come per Gianna, una gravidanza difficile, con una sentenza di morte emessa già all’inizio. Una vita destinata a morire subito, ma che Chiara e il marito Enrico hanno accolto con fede, con coraggio, con amore. La storia raccontata da lei si ferma a questo punto, quello che ho saputo è che dopo c’è stata un’altra gravidanza difficile, accolta e portata avanti con lo stesso amore, ma conclusasi con la morte anche del secondo figlio. Nel frattempo Enrico si  è ammalato e Chiara pure, lui è guarito, lei invece ha rifiutato le cure, per difendere la vita del terzo figlio in arrivo. Francesco è nato e sta bene, ma ora la mamma deve combattere il male che l’ha colpita.

Gianna Berretta Molla è morta il 28 aprile del 1962, ed è stata ufficialmente proclamata santa nel 2004. La sua storia racconta di un amore infinito che si sacrifica fino alla fine, con le stesse parole che risuonano anche nella storia di Chiara,  a 50 anni di distanza. Spesso guardiamo ai  santi del passato con nostalgia e stupore, pensando che certi esempi non ci siano più: la storia di Chiara e di Enrico ci dimostra invece che la santità esiste anche oggi, e si sviluppa nella pieghe di una vita normale, fatta delle difficoltà di ogni giorno, nei visi, nel corpo, nelle gioie e nelle sofferenze di due ragazzi, che chiedono di accogliere e compiere la volontà di Dio in ogni momento, come scriveva anche Santa Gianna: Non sono solo le grandi penitenze[…] che fanno sante le anime, ma il vero sacrificio è quello di accettare la croce che Dio ci manda – con amore, con gioia e rassegnazione….

Io non conosco personalmente né Chiara né Enrico, non so che faccia abbiano oggi, non ho mai stretto loro la mano, ma  il cammino che stanno affrontando mi ha profondamente commosso. So che possiamo chiedere al Padre qualcosa per loro.  Per questo oggi, nel giorno della festa di Santa Gianna Beretta Molla, chiedo una preghiera per  la guarigione di Chiara,  e un’ Ave Maria di rinforzo alla barriera di sostegno intorno a lei, Enrico e Francesco, che so già essere consistente. Perché se crediamo che  siamo un solo corpo in Cristo, sappiamo  il valore della preghiera fatta gli uni per gli altri, anche se non ci conosciamo. Se crediamo  che esiste un Amore maiuscolo in Cristo, se impariamo a lasciarci plasmare con fiducia della mano del Maestro, potremo vedere con i nostri occhi come le parole di San Paolo “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”, si rinnovino ancora oggi, nel nostro tempo e nella nostra storia. Se crediamo che tutti siamo chiamati alla santità, allora  possiamo e dobbiamo guardare oggi ad esempi come Chiara e Enrico, per rinnovarci nella speranza e nella fede.

La storia di Chiara ed Enrico

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One thought on “Gianna e Chiara

  1. abbiamo pregato in tanti per lei -come te l’ho conosciuta tramite un amico comune- speravo nel miracoli,lo ammetto. ho desiderato tanto che rimanesse con loro…ma come sempre, anche se con un po’ dì tristezza, sia fatta la Tua volontà e non la nostra.

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