Un’amica come me

Valentina lo sa. E  anche Willy, Elisabetta, Silvia, Daniela, Rachele, Rodolfo, Gabriele, Sabrina, Andrea, Betta, Maria Giovanna; e poi Giorgio, Chiara, Livia, Claudia, le quattro sorelle e i ragazzi dell’Oratorio. Barbara ha oltre 20 anni di esperienza, come anche Giorgia, Camilla e Livio una buona quindicina. Don Renzo è uno degli ultimi testimoni, e non parliamo di Teresa, che aspetta ancora una mia visita in Argentina (e una mia email in spagnolo!) . Tutte  queste persone – e mi sono limitata solo alle prime che mi sono venute in mente, non me ne vogliano gli altri! – hanno in comune una cosa: hanno me come amica ( da ben prima dell’avvento di Facebook!). E, grazie a Dio, continuano a perseverare nel considerarmi tale.

Perché avere me come amica vuol dire saper sviluppare una dose particolare di pazienza e di tolleranza, per prepararsi ai miei ritardi cosmici, a compleanni dimenticati, alla fretta connaturata a tutte le cose che faccio, ai dubbi amletici, ai mille scrupoli mentali, all’ansia per le questioni più stupide,  che viene trasmessa automaticamente anche a loro che magari erano belli tranquilli fino ad un minuto prima di vedermi.

Già, vedermi. Perché chi mi ha per amica, scopre presto un’altra cosa: ho un rapporto conflittuale con il telefono. Mi piace stare ore a chiacchierare, non mi faccio mancare telefonate fiume di aggiornamento software, ma il problema è che prima che arrivi a muovermi per fare il numero possono passare ore, giorni, settimane e mesi. E’ così che gli incontri fortuiti diventano delle enormi carrambate, o che le notizie arrivano a mesi di distanza, con espressioni da parte mia di vivo stupore, e di gioia vera, come i bambini che scoprono un regalo tanti atteso, seguite poi dall’irreparabile senso di colpa che mi assale per tutto quello che non ho fatto/detto/pensato, per tutte le uscite che non ho organizzato, per tutte le volte che ho dato buca.

Eppure loro sono lì. Non mi hanno dimenticata, non mi hanno tolto il saluto, e tutte le volte che si imbattono nei miei difetti, li accolgono, lasciandomi  il cuore pieno di gratitudine. E il mio pensiero per loro è costante, anche se non si manifesta nei gesti più elementari. Perché, dunque, chiederete giustamente voi, scrivere un post del genere? Solo per elencare tutti i tuoi difetti, dire quanto è bello essere tutti amici, e ricevere magari il balsamo dell’anima nel sentirsi commentare: “Ma no, non buttarti giù, ti vogliamo bene lo stesso!”? No, non solo per questo.

Voglio dire che certe amicizie  racchiudono in sé una luce speciale, una portata di bene inimmaginabile. Nascono come rapporti tra le persone, per simpatia immediata o per affinità, o per lunga vicinanza,  e si condiscono di tutti i loro difetti, ma sanno in qualche modo andare oltre, diventare più solidi, darsi uno spessore che rimane nel tempo.  E per questo motivo , forse, sono anche più delicati, più preziosi e vanno custoditi con cura. Ecco, il punto che sto scoprendo sempre di più è che anche in questi rapporti le sole forze, il solo impegno muscolare, non bastano. Ho sperimentato che anche questi rapporti, anzi sopratutto questi rapporti, devono essere filtrati e potenziati da un’ iniezione di Grazia, da una dose di Spirito. Spirito Santo ovviamente, la terza persona della Trinità, quella che sembra sempre la più defilata rispetto al Padre e al Figlio.

Solo la forza dello Spirito Santo può permettere davvero di amare e accogliere gli amici, di spendersi per dare tutto per loro, per rispettarli pienamente, per dire la verità senza ferire, in un confronto schietto ed aperto, ed essere accettati nonostante le conseguenze che questa verità comporta. Solo grazie allo Spirito Santo ogni persona assume nel cuore uno spazio, non viene messa e spostata a caso, e viene ricordata e illuminata di riflesso , tutte le volte che lo Spirito Santo viene chiamato nella preghiera per altre cose.

Ecco , ora so che avrò sconvolto molti di questi miei amici, che mi sentono parlare di queste cose, magari per la prima volta, e penseranno che abbia preso un colpo di sole (lo sanno che sono allergica al sole!), e che stia delirando. Vi tranquillizzo subito: amici miei, sto bene. Ma sto imparando ogni giorno di più che per amarvi con tutto il cuore, per sopportarvi, supportarvi e sostenervi nei vostri momenti di sconforto, per ricordarmi di voi e volervi bene a distanza, per accettare le prese in giro, le critiche, i consigli che stridono con la mia volontà, ma che so che sono fatti con il cuore, per parlare e discutere con voi, anche solo per vincere la pigrizia di dedicare tempo e pensiero alle necessità di un’altra persona che non sia io, non posso contare solo su di me. Il risultato è quello che avete sotto gli occhi, e che, da anni , continuate ad accettare, accogliere e amare con una misericordia e un affetto che mi lascia sempre stupita. Io voglio amarvi di più, voglio volervi più bene, voglio davvero essere per voi il sostegno, il riparo, l’affetto che cercate; lo Spirito Santo mi rende capace di tutto questo, andando oltre le mie forze, per superare le tentazioni del Nemico. Perché – mo’ io ve lo dico, poi se ci credete o no, è un altro conto – tutti i rapporti più buoni sono tentati dall’azione del Nemico, che a fare del male alle persone – insinuando il seme dell’invidia, della gelosia, del commento tagliente a portata di mano, della critica gratuita – ci sguazza che è un piacere.

Non so di altre cose che possano dare la stessa pienezza, se voi avete un altro segreto di Bellezza  di sperimentata efficacia, passate l’informazione, please. Io conosco lo Spirito Santo,  e so che – come è stato detto –  “lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina, piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato”, e punto su di Lui, per diventare per voi quel tesoro che dice il proverbio e, come fa Aladdin del cartone Disney con il Genio, offrire i miei desideri per voi. Pensateci e provate anche voi a chiedere il dono dello Spirito Santo, fate un tentativo, non costa nulla.  Magari scoprirete che il soffio dello Spirito trasforma davvero tutte le cose. O magari troverete un motivo in più per continuare a volermi bene, nonostante tutto.

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One thought on “Un’amica come me

  1. E come si fa a non volerti bene, cara Maria Elena…

    Vera quella tua affermazione “tutti i rapporti più buoni sono tentati dall’azione del Nemico”, ma quanto è ancor più vera questa’altra: “Tutto – T-U-T-T-O ! – concorre al bene”.
    Stai serena e viviamo affidandoci a Dio, ovvero all’Amore senza limiti, che vuole il nostro bene.
    Grazie ancora per questo tuo articolo.

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