Un anno di blog

Non so come si scrive un post celebrativo, non l’ho mai fatto, e fino a poco tempo fa non pensavo di doverlo fare. Però il momento è giunto e non si può non festeggiare.

Caro il mio blog, oggi compi un anno, e chi scrive è stupita, sorpresa e un po’ commossa per questo traguardo così importante. Se me lo avessero detto, non so se ci avrei creduto.

Un anno fa, come oggi, ero appena tornata da un pellegrinaggio in bicicletta,  e, come oggi,  faceva caldissimo. Avevo preso un giorno di ferie dal lavoro, perché all’epoca ancora lavoravo, e avevo deciso di non poter aspettare oltre per mettere in atto l’idea che mi ronzava in testa da mesi: aprire un blog, per raccogliere le idee, perché  avevo voglia di scrivere, ma non sapevo né come né dove farlo. Un blog da riempire quando ne avrei avuto voglia, senza limiti di tempo, di spazio, di contenuto. Nessun obiettivo, solo il nome chiaro nella testa. Un posto segreto, solo mio, di cui non ho parlato con nessuno, e che è rimasto lì, per molto tempo, apparentemente senza senso.

Mesi di silenzio, e di torpore, fino a che  il posto segreto è stato scoperto, diffuso, ed è arrivato a tutti voi, che da qualche mese lo state seguendo, grazie al blog di Costanza Miriano, che ha pubblicato quel primo scritto sul lavoro e la speranza.

Da allora un po’ di cose sono cambiate: il blog è cresciuto, passando dai 25 visitatori di manzoniana memoria, ad oltre 18.000 contatti, un risultato assolutamente oltre ogni previsione. Insieme abbiamo discusso di film, di musica, di bellezza, ci siamo detti la verità,  abbiamo svelato la magagne del pettegolezzo, abbiamo descritto il rapporto tra fratelli e sorelle, tra zie e nipotini, tra genitori e figli. Siamo tornati alle origini, abbiamo viaggiato in Terra Santa, esplorato le ansie le ansie da perfezione e le battaglie per l’ultima parola. Soprattutto insieme abbiamo riscoperto alcuni messaggi meravigliosi di Benedetto XVI, di Don Tonino Bello, di Giovanni Paolo II, e la verità del Vangelo.

In tanti casi le mie parole hanno entusiasmato, in altri casi hanno deluso; so anche con alcuni scritti di aver ferito qualcuno, o di averlo stupito per la durezza di certe posizioni impopolari, e incomprensibili per il mondo esterno. Mi dispiace, non era mia intenzione fare male, ma quello che scopro ogni giorno di più da questo spazio è che c’è una verità che va detta chiara, e che non è sempre comoda. E non è sempre facile da scrivere.  Non sempre, infatti,  i post escono naturali, spesso sono frutto di una lunga battaglia, di lunghi pensieri, di mille timori. Ho imparato in questo anno a scavare un po’ più nel cuore, a dare ascolto ai suggerimenti più profondi, non limitando questo spazio solo alle mie capacità.

Perché dentro il blog c’è la certezza, fin dal titolo, di essere inadeguati e incapaci a fare da soli: dentro ogni post, c’è la preghiera, per chiedere la grazia di mettere semplicemente a disposizione le braccia, le idee, le dita sulla tastiera, per trasmettere qualcosa di “ altro” oltre a quello che io con le mie forze potrei dare, per raccontare la realtà che scorre sotto agli occhi, per quelle storture che lasciano perplessi, e fanno male, per quelle bellezze che stordiscono e fanno commuovere.

Fuori dal blog, ci sono io, che ho cominciato questa avventura piena di timori e di paure: stanca, insicura, assolutamente poco convinta delle mie capacità, col coraggio sotto i tacchi. Un anno fa ho semplicemente dato ascolto al desiderio di scrivere, sicura che non sarebbe importato nulla a nessuno, e oggi mi accorgo di quanto questo spazio mi abbia aiutato a superare tante insicurezze, a trovare una voce che non sapevo di avere, a vincere tante paure.

Intorno al blog, poi, c’è una comunità di persone che legge, che segue, che è vicina. Persone che conosco e a cui voglio un bene immenso, e altre che non conosco, che non ho mai visto, a cui non ho mai stretto la mano, che pure hanno dimostrato verso di me affetto e misericordia. Non posso che dire grazie al Signore per tutto questo, e per tutte queste persone messe sulla mia strada. Grazie a Costanza e Guido, per l’affetto e la fiducia; grazie a Chiara, prima lettrice in assoluto, l’unica che, in tempi insospettabili, sapeva,   grazie a Luisa, Billa e le Emanuele, a Benedetta e Gianfranco e,  in generale, a tutto l’Oratorio Piccolo della Chiesa Nuova: molto di quello che scrivo nasce dai momenti trascorsi insieme a questi Amici, da loro suggerimenti, dalle loro storie.  E dal profondo del cuore, ringrazio il Signore per il dono di sacerdoti come Padre Maurizio, e i padri della Chiesa Nuova, per tutto quello che ogni giorno fanno per me, e per tutti. Grazie alla mia famiglia, che con pazienza sopporta  le lunghe nottate passate a scrivere (  a cui seguono mattinate piene di sbadigli) e alla mia mamma, che mi vede scrivere, mi gira i complimenti di tante persone, ma ancora non ha letto nemmeno una pagina.

Grazie agli amici che non mi vedono da tanto tempo, ma mi hanno riscoperta in questi mesi, agli amici di vecchi data, che seguono con affetto questa avventura, agli amici nuovi , arrivati proprio attraverso il blog, da Salvatore ad Annamaria, da Emiliano a Raffaella, a Paolo, a Guliana, a Giovanni, e a Mario G., che spero, prima o poi di conoscere di persona. E grazie anche a tutti quelli che in questi mesi hanno letto e commentato e visitato queste pagine.

Ho pensato di festeggiare condividendo con voi uno dei pensieri più belli del Beato John Henry Newman, che ho contemplato con commozione per mesi in ufficio, e racchiude in sé il senso di molte cose in questo cammino: “Nella mia lunga vita ho commesso molti sbagli. Non ho nulla di quella sublime perfezione che si trova negli scritti dei santi, cioè l’assoluta mancanza di errori. Ma ciò che credo di poter dire riguardo tutto ciò che ho scritto è questo: la mia retta intenzione, l’assenza di scopi personali, il senso dell’obbedienza, la disponibilità ad essere corretto, il timore di sbagliare, il desiderio di servire la santa Chiesa, e, solo per misericordia divina, un certo successo.”

E siccome avrei molto altro da dire, perché questi sono giorni molto speciali per me, in via del tutto  eccezionale, e se avrete pazienza, domani arriva un seguito – brevissimo, vi assicuro! –  a questo post. Restate in contatto.  A tutti un abbraccio, pieno di gratitudine.

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5 thoughts on “Un anno di blog

  1. “Trent’anni!
    Non so più se devo ridere o piangere!
    Trent’anni!
    E’ come l’odore dei campi di grano, come il sorriso della notte alla finestra dove deve apparire un volto dolcemente illuminato dal cuore di una rosa.”
    (Oscar V. Milosz, “Miguel Manara”)

    Auguri cara Maria Elena!
    ecco il mio piccolo dono per il tuo 30° compleanno.

    Con simpatia e stima!

    Mario G.

  2. Vedrai, presto ci sarà concesso di incontrarci…
    come oggi ho incontrato con gioia e gratitudine sotto la Santa Casa di Loreto don Fabio (Bartoli)…

    A presto! Ed auguri ancora.

    • grazie Mario per il dono di questa citazione, e in generale grazie per l’affetto e la costanza con cui segui….La Santa Casa di Loreto è il mio santuario del cuore, ci vado da quando sono nata e ci torno ogni anno con grandissima gioia. Trascorro l’ estate lì vicino, e nel mese di agosto per me e la mia famiglia il ritorno alla casa della Mamma è una appuntamento fisso!

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