La meraviglia nell’altro

Ci sono cose che continuano a stupirmi, ogni giorno. Mi sorprende vedere la bellezza del cielo azzurro sulla mia città, a febbraio quando fa freddo e l’aria punge, ed ora, quando il sole caldo di luglio bacia i monumenti e li illumina della luce d’estate.

Mi stupisco a ricordare cose fatte anni fa, con la domanda che sorge spontanea “ma davvero è successo?”, e regolarmente penso che oggi non riuscirei mai a rifarle allo stesso modo, segno che la Grazia arriva al momento opportuno.

Quello che però mi stupisce sempre di più è rendermi conto di quanto, nonostante anni e anni e anni di studi matti e disperatissimi, io sia in fondo ignorante di tantissime cose, e di come molto spesso siano gli amici a darmi le lezioni più importanti.

Sì, lo so, non ne potete più di sentir parlare di amicizia su questo blog. Ne ho parlato in tutti i modi e in tutte la salse, con post, nella maggior parte dei casi, lunghissimi. Mi dispiace, ma ci torno anche stavolta, perché quando l’evidenza di certe cose arriva agli occhi e riempie il cuore, non è che si può stare zitti, e scrivere, che ne so, di vacanze e letture sotto l’ombrellone.

Sono orgogliosa di poter imparare dagli amici, sono i maestri migliori. Misericordiosi e severi al punto giusto, sanno spiegarti e rispiegarti e rispiegarti le cose milioni di volte….e se serve tornano a spiegartele ancora. Cosa si impara dagli amici, oltre alla lealtà, all’affetto, alla capacità di perdonare e di correggere, il sostegno nelle difficoltà? Molto, molto di più, su ogni materia. Perché ogni amico ha alle spalle un cammino di formazione scolastico e personale, che lo ha arricchito e formato, e che lo ha reso diverso da te, ricco di altre sfumature, di magnifiche variazioni, di incredibili profondità. E così puoi ritrovarti a ricevere lezioni gratuite di filosofia, di storia, di musica, di arte e di letteratura, di teologia e di architettura, lezioni che risuonano non solo della competenza di chi sa di cosa sta parlando, ma soprattutto della passione di chi ha speso tempo, fatica, e amore per approfondire e curare la conoscenza di tutte quelle cose.

Parlando con gli amici ho imparato che esistono storie incredibili che non vengono raccontate, e autori di cui ignoravo la conoscenza,  tanto che i libri migliori che ho letto sono nella maggior parte dei casi opere prestate, o caldamente consigliate, o regalate, perché “so che ti potrebbe piacere”. Ho imparato dai discorsi del dopo pranzo, dalle chiacchiere estemporanee, dalle telefonate a sorpresa, che esistono dischi a cui io non ho mai dato nessun peso, e che invece sono dei capolavori della musica, da riascoltare pensando a chi te l’ha consigliati; che le storie dei santi hanno costruito la nostra cultura, e che esiste una santa che si chiama Ildegarda di Bingen, presto nuovo dottore della Chiesa. E ancora, che i libri e le sceneggiature si scrivono in un certo modo,  che la poesia studiata fino allo strazio a scuola, è più bella quando un amico te ne spiega il significato più profondo, che  c’è differenza tra un pilastro e una colonna, o tra un arco a tutto sesto e uno a sesto acuto.  Inoltre solo gli amici esperti sanno spiegare  in poche parole come funziona il sistema economico, come è strutturato il motore della macchina, come sfruttare la luce per fare una foto perfetta, o anche solo definire i numeri primi in poche battute anche a chi di matematica non capisce nulla ( a proposito, Betta, qui necessiterei  di urgenti ripetizioni).

Tralascio volentieri i consigli di vita spicciola, da come fare una perfetta raccolta differenziata a come stendere bene lo smalto, fino a come si preparano i brownies o le crostate di Kamut, perché magari sono argomenti meno elevati (per quanto utili).

In queste lezioni così semplici ma così straordinarie, in questi corsi super concentrati e carichi di affetto, ho sviluppato lo stupore e la gratitudine per le persone di fronte, a me, per la complessità e per la meraviglia che ciascuno di noi, nella sua esperienza di vita acquisisce, e cura,  e per come poi la trasmette agli altri.

Di fronte a tutto questo torna evidente, come al solito, che tutti cerchiamo quella completezza che da soli non sappiano darci, anche nella conoscenza, e che è bello pensare che nel tempo sia la relazione con gli altri, la scoperta della profondità e degli interessi di un’ altra persona a regalarti un pezzetto di quella pienezza, e soprattutto da aprirti la porta di orizzonti sconosciuti.

Così, qualche giorno fa, in viaggio con alcuni di questi amici, mi sono tornate in mente all’improvviso poche parole di San Paolo nella lettera ai Romani, quel “gareggiate nello stimarvi a vicenda”, che è di un profondità inarrivabile. Non sono in grado di fare un’esegesi di questo passo, parte di una lettera che racchiude alcune dei significati più profondi dell’Amicizia cristiana, ma imparo a riconoscere che è proprio una stima, profonda e sincera, così  diversa da quella di cui oggi tutti sono così abituati a riempirsi la bocca,  che nasce in me quando posso guardare negli occhi un amico, e scoprire un universo meraviglioso di conoscenza e complessità.

Certo, mettersi a conoscere un’altra persona, e aprire il cuore alle lezioni che un altro sa dare, non è così facile come sembra: vuol dire comunque riconoscere umilmente un pezzetto in più della propria miseria, il bisogno di essere arricchiti dalle conoscenze di uno che non siamo noi, e comporta il peso di mettere al silenzio l’orgoglio che farebbe parlare solo l’invidia e il desiderio di confronto.  E’ vero, però, che basta uno spiraglio per aprire uno spazio di luce impensabile, e che quando il dono sono amicizie così piene di ricchezza e profondità, disegnate con i colori della stima, e della riconoscenza,vale la pena provare a mettersi in discussione. E vale la pena amare fino alla fine, secondo quel modello di Amore maiuscolo, di fronte al quale non esistono confronti.

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5 thoughts on “La meraviglia nell’altro

  1. Accidenti il post di ieri sera è andato perso (eccolo di nuovo)!
    Perché non dovresti scrivere ancora dell’amicizia? Questo sentimento così unico e meraviglioso, che arricchisce, consola e rende più bella la nostra quotidianità… Parlo dell’Amicizia, con l’ “A” maiuscola, quella vera e sincera, quella che può nascere anche tra uomo e donna (che per Grazia e non per meriti ho sperimentato e sperimento, non è vero cara M* ?) e come l’amore, anche l’Amicizia sa renderci più attenti alla vita e quindi capaci di “tremore”, come ha detto il poeta Franco Loi in un’intervista che invito a leggere (“Loi: La poesia è cibo spirituale” – Avvenire 13.05.2010), ed allora accade un “miracolo”: “non è il tuo consapevole io, né la tua sapienza a farti scrivere, ma qualcosa che avviene dentro di te. I momenti della scrittura sono momenti di grande gioia, ineguagliabili: io mi sono sentito unico al mondo. Ma succede anche a chi ascolta: non sa dire perché, gli si risveglia dentro il senso di qualcosa che non sa, o non ricordava. Un tremare dell’amore divino.”

    Grazie M. Elena perché anche i tuoi post ci donano questo… tremore.

  2. Cara M. Elena,
    non riesco ad allegare il link dove leggere l’articolo di Avvenire, per caso ci sono dei vincoli nel tuo blog? Dimmi come posso fare avere a te e quindi ai tuoi fedelissimi lettori l’intero articolo.
    Grazie

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