Ricominciamo

Insomma, si può sapere che fine hai fatto?  Caro blog, rieccomi!

Come cantavano i Righeira “l’estate sta finendo e un anno se ne va”; una delle canzoni più tristi della storia, che solo a sentirla in questo periodo viene voglia di prendersi a mattonate in testa, ma che racchiude una grande verità: le vacanze sono finite,  perché il tempo del riposo, giusto e necessario fin dalla Genesi, ha un limite.

Non sono solo gli impegni  pressanti a ricordarcelo, ma tanti piccoli segnali ce lo fanno capire: le giornate si accorciano, le spiagge si svuotano, i bar sul mare chiudono, i giornali mettono da parte il supplemento estivo, e tornano con l’inserto economico, indice di profonda tristezza cittadina, riaprono le scuole.

Si riparte, si recuperano quei piccoli gesti quotidiani , che in vacanza vengono abbandonati. Si ricominciano a contare i giorni della settimana, e si  riscopre così la pesantezza del lunedì, il sonno del martedì, la speranza del mercoledì e del giovedì, l’emozione del venerdì, la gioia del sabato, la tristezza della domenica sera, che ha il suo culmine nella ripresa del campionato e nella sigla di “Novantesimo Minuto”.  Il giorno non è più diviso grossolanamente in mattina, pomeriggio e sera, ma scandito dagli orari degli impegni, e dalle pause caffè: ci accorgiamo così di quanto è lunga la mattina, e di quanto il pomeriggio senza la possibilità di uscire fuori a fare un giro in bicicletta in campagna, o la sera senza il gelato e le chiacchierate con gli amici,  sia profondamente pesante.

Si riprendono i contatti con il mondo e si  riscopre la presenza e l’utilità di elettrodomestici tipo la televisione , il phon, il computer, l’aspirapolvere. Si recuperano progressivamente l’elasticità mentale, e il multitasking del pensiero, per poter tornare a ragionare allo stesso tempo su almeno due cose contemporaneamente.

Non si stava meglio in vacanza? Questo pensiero ci tormenterà per tutto l’anno, e se conosciamo un po’ come lavora il Nemico , sappiamo che tutto quello che ci appare sotto gli occhi in questi giorni fa schifo, mentre tutto quello che apparteneva al periodo del riposo ,a anche quelle cose che, lo sappiamo bene, ci hanno infastidito o stancato,  risplendono di una bellezza e di una nostalgia inarrivabile.

Sì, va bene…ma come è andata l’estate?

E’ la domanda ricorrente in queste settimane. Se lo chiedete a me, posso rispondervi che questo periodo di riposo è stato segnato dalla riscoperta di alcune certezze. Certezze di bruttezza: i giornali di gossip sono accattivanti fiere di meschinità, costruite a tavolino  e nella maggior parte dei casi correlate da foto inguardabili, e da testi  e didascalie illeggibili. Le granite con gli sciroppi sono una presa in giro; i calzoncini ultracorti , fuori dal perimetro della spiaggia, e se hai superato i 10 anni, sono un capo di abbigliamento da lasciare a casa.

Certezze di bellezza infinita: albe e tramonti da mozzare il fiato, gite in bicicletta in campagna, la Santa Casa di Loreto e il Monte Conero, Lourdes e il Santuario di Oropa, l’esperienza del contatto con i malati, la scoperta di tutte le tue  malattie; la certezza – e lo stupore –  di essere accolto e curato e amato, sempre e nonostante tutto.

La certezza che si continua a crescere e ogni anno cambia il modo di vivere l’ estate: persone nuove da accogliere, nuove vite da abbracciare, problemi personali da risolvere, e difficoltà degli amici da curare, da ascoltare, da comprendere. Si cresce e si spezzano certe catene, perché spesso i posti del cuore, e le pratiche abituali portate avanti sempre allo stesso modo,  rischiano di diventare trappole: ed è proprio quando affronti la fatica di lasciarli, che sei libero di scoprire  davvero se ( e quanto) sono importanti.

La certezza e la conferma, che la forma più alta dell’amore, quello maiuscolo, che ti porta ad offrire la vita per l’altro, è un impegno costante, e comporta offrire anche la fatica di fare spazio alle attenzioni e alle necessità di un’altra persona, per essere in grado, con amore, di vedere e dire chiara la Verità, anche a rischio di far male.

“L’importante è finire” cantava Mina. E dopo la fine è ancora più importante ricominciare, perché  il ritorno alla quotidianità non è un male. Si riprende il lavoro, con nuove forze per portarlo avanti, e c’è lo spazio per nuovi progetti, per nuovi sogni, per nuove speranze. Ci  sono amici da rivedere, tradizioni da riprendere, e nuove tradizioni da inaugurare. Ci sono paesaggi da portare nel cuore, il suono armonioso del mare, la bellezza delle montagne o il silenzio della città deserta,  e tramonti ed albe da sognare nel freddo dell’inverno, come balsamo che consola il cuore. E poi c’è  il pensiero per chi in vacanza non c’è mai andato, ed è rimasto sul campo di battaglia  a mantenere le posizioni: più stanchi, più provati, spettatori silenziosi di città trasformate, di paesaggi urbani incredibili, di piccole malinconie troppo difficili da confessare a chi torna.

Per tutti, comunque l’inizio è faticoso, e porta già con sè una nuvola di stanchezza soprannaturale.  E mentre sulle riviste si sprecano i consigli su come affrontare il duro rientro e conservare intatta l’abbronzatura, conviene dare ascolto al consiglio che ho sentito in una omelia qualche giorno fa su un brano del Vangelo di Luca (Lc. 4, 42-44): restare uniti a Cristo, imparare così la necessità del tempo della preghiera,  del silenzio,  della solitudine  e della riflessione, per superare e vincere la stanchezza e la pesantezza connaturata a tutte le nostre azioni , anche alla vacanza e alla ripresa  delle attività dopo la vacanza. O, per esempio, alla scrittura di un blog. A tutti, bentornati!

 

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2 thoughts on “Ricominciamo

  1. Finalmente !!!
    Ben tornata e alla grande… Se questo è l’inizio non oso immaginare che cosa ci attende.
    Lasciati ringraziare tra le altre per queste tue parole: “Si cresce e si spezzano certe catene, perché spesso i posti del cuore, e le pratiche abituali portate avanti sempre allo stesso modo, rischiano di diventare trappole: ed è proprio quando affronti la fatica di lasciarli, che sei libero di scoprire davvero se ( e quanto) sono importanti.” che trovano riscontro nella mia (e non solo, non è vero M* ?) vita di ora. Vorrei avere la tua capacità di giudizio e la tua freschezza…
    Leggendoti spero di acquisirne un po’, quasi per osmosi.

    Grazie e buon lavoro!

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