La Verità (vi prego) nell’Amore

10 giorni di silenzio…che ci siamo persi? Abbiamo finito il mese di ottobre, siamo passati attraverso l’ennesimo, orrido Halloween, abbiamo festeggiato tutti i santi, e ricordato i defunti, e in più pare, sembra, ma non diciamolo troppo forte, che dopo un altro prolungamento dell’estate, l’autunno sia finalmente arrivato.

E poi hanno votato negli Stati Uniti. E ha vinto Obama, di nuovo. Da ieri è questa la notizia principe di giornali e social network, che si rimbalzano dichiarazioni tipo “il meglio deve ancora venire”, che rispolverano lo slogan “yes we can” di quattro anni fa, che gridano dai titoli “four more years”.

La vittoria di Obama verrà ricordata soprattutto per la foto che campeggia su molti siti internet, e che ritrae il neo rieletto presidente abbracciato alla moglie Michelle. Una dichiarazione d’amore in immagini, che fa eco alla dichiarazione pubblica resa nel primo discorso ufficiale dopo l’esito delle votazioni «Ti amo più di prima e non potrei essere più orgoglioso di vedere l’America innamorarsi di te».

L’amore di un marito per una moglie, che rispecchia l’amore di una nazione intera. Esagerazione? Abile mossa pubblicitaria? Sincera espressione del cuore, magari un po’ melensa,  più sicuramente piegata ad esigenze elettorali? Tutto questo, e anche di più. Di fatto è l’immagine di due vincenti, modello della famiglia felice, moderna, nata da un sentimento che diventa base per il futuro della nazione. Un amore “costruttivo”.

Lo stesso amore che, credo, avrebbe sostenuto la storia d’amore tra il magnate della pubblicità Maurice Saatchi, e la moglie scrittrice, Josephine Hart. Ieri, poche righe più in giù della foto di Obama e consorte, si poteva leggere lo struggimento di un uomo , che dopo la scomparsa della moglie (la Hart è morta di cancro lo scorso anno) non riesce più a vivere. «Mi sono convinto che andare avanti con la propria vita quando si subisce un lutto sia un mostruoso atto di tradimento, oltre che un gesto di puro egoismo», ha dichiarato Saatchi, raccontando come ogni mattina, da più di un anno, fa visita alla tomba della moglie. Una vita che non ha più senso , vittima di un amore talmente assoluto da non lasciare altro spazio, tanto da considerare egoismo e ingiustizia il fatto di essere sopravvissuti, e di respirare ancora. Amore assoluto, che ha costruito, e che ora, a quanto pare distrugge.

Qual è la dimensione vera dell’amore? Nella coscienza del fatto che ogni storia d’amore è diversa dall’altra, esiste una verità unica, fuori dalla contraddizione, oltre i palpiti e i sentimentalismi di Obama, oltre la disperazione e lo struggimento del caso Saatchi? Esiste insomma, l’amore eterno, quello che supera i confini del tempo e dello spazio, che ti regala la gioia eterna, nonostante le fatiche della vita, quello che va oltre i successi elettorali, e la scomparsa dell’amato, e che suggella anche l’amore tra le persone in un vincolo di eternità, saziando nel profondo il desiderio di bellezza, di assoluto, di bene e di cura che ciascuno di noi sente nel cuore?

“[…]L’esperienza dell’amore umano nella nostra epoca è più facilmente percepita come momento di estasi, di uscita da sé, come luogo in cui l’uomo avverte di essere attraversato da un desiderio che lo supera. Attraverso l’amore, l’uomo e la donna sperimentano in modo nuovo, l’uno grazie all’altro, la grandezza e la bellezza della vita e del reale. Se ciò che sperimento non è una semplice illusione, se davvero voglio il bene dell’altro come via anche al mio bene, allora devo essere disposto a de-centrarmi, a mettermi al suo servizio, fino alla rinuncia a me stesso. La risposta alla questione sul senso dell’esperienza dell’amore passa quindi attraverso la purificazione e la guarigione del volere, richiesta dal bene stesso che si vuole all’altro. Ci si deve esercitare, allenare, anche correggere, perché quel bene possa veramente essere voluto”.

Vi tranquillizzo subito, non sono parole mie. Se non lo avete riconosciuto, è Benedetto XVI, che ha parlato così all’udienza generale di ieri. Nel giorno in cui la liturgia proponeva dal Vangelo di Luca (14, 25-33) – «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo” –  l’ espressione dell’amore per Cristo che supera ogni altra forma di amore, il Papa è partito ha iniziato citando la sua “Deus Caritas est”, per arrivare a definire la sete di Dio che alberga nel cuore di ogni uomo e che passa anche attraverso l’esperienza reale e concreta dell’amore umano.

Come continua il Papa, l’amore è un «esodo permanente dall’io chiuso in se stesso verso la sua liberazione nel dono di sé, e proprio così verso il ritrovamento di sé, anzi verso la scoperta di Dio» (Enc. Deus caritas est, 6). Attraverso tale cammino potrà progressivamente approfondirsi per l’uomo la conoscenza di quell’amore che aveva inizialmente sperimentato. E andrà sempre più profilandosi anche il mistero che esso rappresenta: nemmeno la persona amata, infatti, è in grado di saziare il desiderio che alberga nel cuore umano, anzi, tanto più autentico è l’amore per l’altro, tanto maggiormente esso lascia dischiudere l’interrogativo sulla sua origine e sul suo destino, sulla possibilità che esso ha di durare per sempre. Dunque, l’esperienza umana dell’amore ha in sé un dinamismo che rimanda oltre se stessi, è esperienza di un bene che porta ad uscire da sé e a trovarsi di fronte al mistero che avvolge l’intera esistenza.”

Imperfetto, pieno di storture,  l’amore umano  è espressione di un movimento, di ricerca, di un cammino di scoperta, di crescita, di sviluppo continuo, per portare frutti di gioia e pace, già qui, già ora. L’amore umano frammento dell’amore di Dio, espressione di quel Bene assoluto, di quell’Amore sconfinato, che avvolge tutti noi fin dalla creazione, che ci lascia liberi, anche di non rispondere, e di dire di no, ma che allo stesso tempo lascia nei nostri cuori il desiderio profondo di Lui.

La verità dell’amore è allora in questo respiro fuori di noi, nella certezza che solo fuori dall’altalena dei nostri sentimenti e delle nostre impressioni, solo modellati sull’esempio di Cristo, e affidati alla mano del Padre, anche i nostri amori possono essere resi immensi, qui su questa terra. E possono ritrovare in sé la luce di quella scintilla di felicità  e di pace, da cui nascono e di cui sono parte, e a cui torneranno, per vivere in eterno la gioia dell’estasi iniziale.

Nell’attesa del ritorno, ci sono persone che, già qui, e ora, risplendono di questa scintilla, senza nemmeno rendersene conto. Santi meno celebrati,  meno conosciuti, persone che hanno affidato ogni sentimento, ogni battito del cuore alle mani del Padre, e sono diventati così portatori di Amore maiuscolo, che ha trasformato tutta la vita, la loro e quella degli altri. A quelli come loro che ho avuto la grazia di incontrare nella vita, e a Maria che è nata oggi, questo post è dedicato.

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2 thoughts on “La Verità (vi prego) nell’Amore

  1. Magnifico!!! Sempre acuta nel giudizio e poetica nel raccontarlo. Brava che Maria e tutti i Santi proteggano la tua vita ed il tuo talento, donatoti per dare maggior gloria al nome di Dio!

    Prima che un altro blog rilanci questa tua riflessione voglio condividerlo immediatamente a colei che voglio bene ed il cui incontro ha cambiato la mia vita, e spero la sua…

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