Otto giorni

imageMi piace iniziare questo post con un augurio: Buon Natale. A questo punto molti si stupiranno, visto che magari stanno già preparando i fuochi per festeggiare stanotte l’inizio dell’ anno nuovo; altri invece,  sorrideranno conoscendo la mia proverbiale capacità di arrivare in ritardo sempre, su tutto.
 E invece io voglio augurare di nuovo Buon Natale. Perché la nascita di Cristo é un evento talmente importante che la Chiesa continua a celebrarlo fino ad otto giorni dopo: otto giorni come se fosse uno solo, per ricordare a tutti che Gesù Bambino é nato, e far in modo che tutti possano essere parte della festa.
Otto giorni in cui la celebrazione del Natale si associa alla memoria di grandissime figure di santi  e martiri, che ancora oggi segnano le tappe fondamentali del cammino di fede, e della storia della Chiesa.
Il 26 dicembre abbiamo ricordato Santo Stefano, il primo martire, il primo a dare la vita per Cristo, il primo ad avere riconosciuto Cristo Signore fino all’ultimo respiro (” Signore Gesù , accogli il mio Spirito”). È nel racconto della lapidazione di Stefano che conosciamo un nuovo personaggio, Saulo, che regge i mantelli degli assassini: lui é quello che qualche tempo dopo verrà folgorato sulla via di Damasco, e diventerà l’apostolo delle genti, testimone di conversione e del dono dell’Amore del Padre.
Il giorno dopo la festa di San Giovanni Evangelista, il discepolo più amato di Gesù, il più giovane, quello che durante l’ultima cena appoggia il capo sul petto del Maestro, con un gesto che colpisce  per la tenerezza e la semplicità. Lui é quello che corre al sepolcro, con Pietro, la mattina di Pasqua, é quello che arriva per primo, ma non entra, e quando entra  ” vide e credette” . Lui é quello che chiude il suo Vangelo con una testimonianza di verità ( “il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte e noi sappiamo che la sua testimonianza é vera”) e che negli Atti degli Apostoli ribadisce davanti ai capi del Sinedrio  la necessità di raccontare le veritá contro le polemiche e le accuse( ” se sia più giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a Lui, giudicatelo voi stessi: noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e udito”).
Anche i Santi Innocenti vengono ricordati in questi giorni, anche questi primi, sconosciuti martiri, uccisi dalla furia di Erode, vengono celebrati nei giorni di Natale. Senza nome, né volto, senza aver scritto o detto nulla, sono considerati martiri della Chiesa, vittime dell’odio per Cristo, e ricordano a tutti le sofferenze dei piccoli, degli indifesi, di quelli che ancora oggi vengono uccisi per ignoranza ed egoismo, senza potersi difendere.
Un altro martire, San Tommaso Becket, ricordato il 29, e il giorno di oggi, fatto per tutti di preparativi verso la fine dell’anno, é in realtà la memoria di San Silvestro, Papa sotto l’imperatore Costantino, non proprio una passeggiata di periodo anche quello.
Martirio e testimonianza: nei giorni in cui celebriamo il Verbo che si fa carne, ricordiamo anche chi ha incarnato nella vita la fede in Cristo, e continua ancora oggi a testimoniare le esigenze e i sacrifici dell’ essere discepolo, del lasciare tutto, fino a dare la vita, per ricevere il centuplo quaggiù, e la vita eterna.
Otto giorni per fare memoria di questo, in attesa di celebrare domani, all’ inizio del nuovo anno, Maria regina della Pace. Nella speranza di poter imparare da questi esempi, a camminare sulla via della santità, su cui spesso arranchiamo.
Buon Natale a tutti, ancora per un giorno. E tra un giorno, a tutti, buon Anno.
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