Lo sappiamo….o no?

strillone

 

Ne ho sentite davvero tante sulla Chiesa in questi giorni. In questo tempo di silenzio pre-conclave, ho avuto modo di leggere, ascoltare commenti a tutto tondo su quello che sta succedendo. Lo sport del toto – Papa, ad esempio, il preferito da giornali e televisioni, nella speranza di azzeccare le previsioni e poter vincere il premio “Io l’avevo detto!”, dopo l’elezione del Papa; ma anche la corsa alle notizie più colorite, tipo i dettagli sulla storia dei conclavi precedenti, sulle cifre ricorrenti, sulle modalità di elezione, su come funziona la stufa, sulla veste del Papa, e sui possibili nomi del prossimo pontefice.

Sì, si parla più che mai della Chiesa in questi tempi. Ma in tutto questo cercare di addentrarsi nei segreti della sede vacante, c’è sempre chi ci tiene a sottolineare altro. Alla vigilia dell’elezione di un nuovo Papa, con  tutti gli occhi puntati sulla Sistina, c’è chi ci tiene a spostare il discorso, per ricordare, una volta di più a tutti,  gli scandali, i peccati, gli orrori all’interno della Chiesa.

Inchieste sulla pedofilia, servizi e testimonianze sugli abusi, cronaca delle ruberie operate da alti prelati nel campo della sanità, petizioni per chiedere l’esclusione dell’uno o dell’altro cardinale dal conclave, oltre alle battute di ordinanza: chi bazzica un po’ i social network in questi giorni, assiste anche a tutto questo. Per non parlare della programmazione televisiva, con la tempestiva – e molto elegante, certo! –  replica di film tipo “Angeli e Demoni” o “Il codice da Vinci”, che, al di là de contenuti, rimangono oggettivamente tra i film più brutti girati da Tom Hanks negli ultimi anni. Un uso libero del diritto di essere informati, e un’esigenza di ricordare a tutti, ma specialmente ai cattolici, gli scandali all’interno della Chiesa, per non scordare che la Chiesa è brutta, è fatta male, e che tutto sommato, funziona come – e peggio –  di qualsiasi partito politico: realtà ipocrita e meschina, su cui non si può fare affidamento.

Sono convinta che in molti casi questo costante rimando di notizie di bruttezza esprima un desiderio sincero di capire, di aprire il dialogo tra credenti e non credenti; allo stesso modo, però,  percepisco sempre più spesso un atteggiamento di  supponenza, e di arroganza insopportabile. Perché – e chiedo scusa in anticipo per la schiettezza – di fronte  a certi commenti sarcastici, intravedo un sottotesto che suona più o meno così: “Lo sapete che nella Chiesa succede tutto questo? Come fate a crederci ancora?”. Accompagnato spesso da un altro sottotesto, ancora meno evidente, “Amico, segnalo queste cose a tutti, e a te in particolare, perché in fondo temo che tu sia un po’ troppo ingenuo, e in tutto questo parlare di Spirito Santo, di povertà, castità e santità, di guide e pastori,  tu non abbia ancora capito come funzionano le cose. Lascia che ti apra gli occhi, perché magari a te hanno fatto il lavaggio del cervello, mentre io sono libero,  ho capito come funziona il mondo, e te lo spiego. Vedrai che alla fine converrai con me, che confidare  e credere ancora nella Chiesa, nel 2013, è a dir poco ridicolo”.

Amici o conoscenti, che segnalate storture, bruttezze, errori, ruberie e scandali, con lo scopo di aprire i nostri occhi di credenti alla verità, state tranquilli: lo sappiamo già. Purtroppo. Lo sappiamo che nella Chiesa c’è chi ruba, chi inganna, chi tradisce, chi commette i peccati più inconfessabili, chi si nasconde dietro una carica per commettere le ingiustizie più odiose, e la violenze che non vorremmo mai ascoltare. E sappiamo che ci sono vittime che ne hanno sofferto per anni, e che solo ora cominciano ad essere ascoltate. Sappiamo pure che certi giornali, in questa ansia da prestazione, trasmettono notizie non corrette, o pompano storie che non esistono, o magari non seguono fino in fondo gli sviluppi, ma non fa niente. Anche chi si ostina nel 2013 a credere nella Chiesa rimane sconvolto, schifato, deluso da certe notizie, si indigna e sa riconoscere  gli errori, ma non per questo smette di credere.

Perché  la storia della Chiesa, fin dalla sua fondazione, è stata costellata da brutture e scandali, da quando Cristo stesso ha scelto un ladro e traditore come suo apostolo, e uno che lo ha rinnegato come primo capo della Chiesa. Perché la Chiesa è opera di Dio, affidata alla mano degli uomini, e sappiamo che gli uomini sbagliano, sono imperfetti, manchevoli, incapaci, senza la grazia di Dio, di agire, pensare e fare bene. Siamo tutti così, anche voi. Infine, come ci ha ricordato Benedetto XVI nelle sue ultime apparizioni pubbliche, la vera guida della Chiesa è Cristo, che ha dato la vita per tutti. Anche per voi.

Però…c’è un però. In questa ansia di comunicare e segnalare la bruttezza, la contraddizione e l’ipocrisia, percepisco anche un profondo desiderio di senso, una fame di Verità, e di chiarezza, e di testimonianze credibili. E a questo punto una domanda sorge spontanea, e come credente la rivolgo a me stessa per prima: non è che ci siamo persi qualcosa? Siamo davvero sicuri di essere testimoni della nostra fede, e della bellezza della Chiesa?

“Testimoniate il Signore con la vostra vita” si dice alla fine della messa. Spesso abbiamo troppa paura di farlo, temiamo questo confronto, temiamo di dover difendere qualcosa a cui, anche noi, crediamo a modo nostro, secondo come ci gira e quanto siamo comodi. Il tempo straordinario che stiamo vivendo chiama ad un’ apertura del cuore, con il ritorno alle basi, alla preghiera, alla richiesta incessante di Grazia , per poter essere voci credibili di quella Bellezza, Verità, Santità e Carità che la Chiesa, nonstante tutto, trasmette da secoli, e per diventare davvero testimoni di Cristo con la vita. Pronti a rendere sempre ragione della speranza che abita in noi a chi non la conosce,  e che, come noi,  può sfruttare questo tempo per abbandonare pregiudizi e  visioni imposte, e aprirsi all’ascolto, e al  dialogo sincero, e al confronto schietto, prima che all’attacco. Lo Spirito Santo è al lavoro, approfittiamone.

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