Pane al pane

questa non è una pipa

Sto cercando le parole per parlare dell’ipocrisia, e non so bene da dove partire. Iniziamo dalla base, dal dizionario, dove l’ipocrisia viene definita come “la capacità di simulare sentimenti e intenzioni lodevoli, o moralmente buone, alla scopo di ingannare qualcuno per ottenerne la simpatia o i favori”, e ha come sinonimi la doppiezza e la falsità. Non male come accoppiata.

Facciamo ora un passo indietro: perché scrivere di ipocrisia? Perché è la parola che ricorre di più, che serpeggia più spesso, anche se nessuno lo dice; perché recentemente ne ha parlato il papa, definendola il linguaggio dei corrotti; perché a pensarci bene, rischia di essere il denominatore comune delle nostre relazioni quotidiane.

Ci siamo cascati tutti: tutti almeno una volta abbiamo detto ciò che non pensavamo davvero, abbiamo approvato o elogiato cose che nella realtà ci fanno schifo, abbiamo usato parole dolci quando l’unica parola da usare era stare zitti, e basta. Per convenzione, per non deludere, perché “poi pare brutto” e si creano situazioni spiacevoli. Ma soprattutto perché di fatto dire la verità quando nessuno lo fa, mostrare un’evidenza quando tutti sono pronti a lodare l’apparenza, comporta creare una divisione, aprire un varco, dover in qualche modo rovinare una festa. E aprire uno spazio di confronto, quello che spesso si cerca di evitare.

Dietro all’ipocrisia che guida i comportamenti di tanti di noi, ogni giorno, c’è questa paura di non essere come gli altri si aspettano, di non dire le cose giuste, di essere l’unica voce fuori dal coro, che rovina la cantata di tutti, che costringe a pensare, a correggere, magari a rivedere convinzioni e opinioni. Che non è necessariamente un male: aprire lo spazio del dialogo insegna a costruire i rapporti, a dargli fondamento e consistenza, e lo spessore di una sana discussione, di un duro scontro, e anche di una vera riconciliazione. Non credo sia un segreto che le amicizie più vere sono quelle fondate su questo, sulla verità del modo di essere , sulla sincerità nel dire le cose.

“Il vostro parlare sia “si si, no, no”, il di più viene dal Maligno” insegna Gesù nel Vangelo (Mt. 5,37),  segno che l’ipocrisia e la tendenza a dire il falso non è un problema solo dei giorni nostri, e ha un’origine ben precisa. In tempi in cui si parla tanto di bene comune, forse il dono miglior che possiamo fare agli altri, e a noi stessi, è proprio la sincerità,  il sano senso della realtà, il saper parlare chiaro, senza piegarsi agli interessi e alla forza di chi vuole farci dire o credere il contrario,   e avendo il coraggio di difendere pubblicamente la verità dalla confusione dell’ipocrisia. Pane al pane, per dirla in modo spicciolo.

Certo, la verità fa male, lo dice pure Caterina Caselli, e spesso è pure brutta da vedere, e dura da digerire. Però come la medicina più amara, guarisce, ed è dotata di quell’equilibrio che permette di costruire la base per ripartire, per smettere di vivacchiare ed iniziare a vivere. Dire la verità è oggi un esercizio di umanità, che è a portata di mano per tutti: per gli amici, per i parenti,  per i  colleghi di lavoro, lì dove il gusto dell’ipocrisia, della menzogna e della chiacchiera tocca i livelli più alti. Un esercizio di umanità a portata anche della politica, visto che siamo in tempi di elezioni: recuperare il senso della verità, e condannare la tendenza all’ipocrisia, può essere forse la più amorevole forma di rispetto per i cittadini, il buon esempio da dare, la sfida di coraggio di cui abbiamo bisogno.

 

Annunci

2 thoughts on “Pane al pane

  1. Giusto due giorni fa sono stata rimproverata da uno dei miei superiori (uno dei più alti in grado, per la verità) di contare fino a 10 prima di parlare perché “dire ciò che pensi non sempre paga”… beh, io proprio non ce la faccio a mentire!!! E il più delle volte nemmeno a tacere, devo dire ciò che penso, e se non lo dico chiaramente a parole (per evitare di ferire, a volte), lo dimostro nei comportamenti!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...