Cento!

100 ruota

Pensavo fosse molto più facile. Quando mi sono accorta che il blog stava per raggiungere un traguardo importante, ho subito pensato che ci sarebbe voluto poco per scrivere qualche riga di ringraziamento e pubblicarla. E invece mi sbagliavo di grosso.

Quello che sto scrivendo ora, in un freddo e piovoso pomeriggio di novembre, con il sottofondo musicale di Gershwin, è il centesimo post del blog.

Un traguardo importante, di quelli che ti fa girare indietro e guardare quanta strada hai percorso, e ti fa tremare le gambe al pensiero di quanta ancora ne hai da fare. Dal primo post, quello di benvenuto, scritto nel caldo dell’estate, sono passati più di due anni, e la vita di chi scrive è cambiata, e molto, così come il suo modo di scrivere. Un’esigenza di sfogo, all’inizio, quando la rigidità di un lavoro meccanico lasciava poco spazio all’espressione personale; il recupero di un desiderio custodito da sempre nel cuore, quello di raccontare in modo semplice la realtà; la speranza di poter essere in grado almeno una volta, di dare inizio a qualcosa di bello, e portarlo avanti con un minimo di precisione e cura: ecco quello che c’era dietro ai primi, indimenticabili post.

Il lavoro meccanico è finito, e per lunghi mesi il blog è stato il rifugio, il luogo del cuore dove poter scrivere in libertà, e con regolarità, quando nessuno mi dava l’opportunità di farlo, e dove mettermi alla prova, e scoprire modi diversi per esprimermi. E così, continuando a scrivere, il blog ha avuto il lancio inaspettato, è stato letto da tanti, e da sempre più persone. Così la sottoscritta ha imparato a sentire la sua voce, ha affrontato la timidezza di esprimere un’opinione, e ha trovato la sicurezza di riconoscersi, ma anche lo stupore di trovare parole molto più belle e più elevate del previsto, tra le righe di quello che scriveva. Così abbiamo raggiunto e superato anagraficamente la cifra dei trenta, primo traguardo importante, e siamo andati avanti, nell’illusione di sentirci giovani, e nella certezza di essere sempre e comunque un pezzetto distanti dalla pienezza. Intanto però scrivere è diventato per me un lavoro.

Per questo, come avrete notato, ultimamente il blog viene aggiornato con più lentezza, e i tempi di pubblicazione si sono allungati. Perché oggi il mio lavoro – ancora più precario di quello di prima –  è scrivere e studiare per scrivere,  e richiede tempo ed attenzione. E perché nella vita che cambia ci sono anche gioie e sorprese immense, e amore da donare, e un futuro da costruire nella quotidianità, e anche questo richiede il giusto tempo.

Poi c’è un desiderio di verità e di bellezza, che sento ancora più forte adesso di quando ho cominciato, e la convinzione che i tempi della rete spesso rischiano di bruciare buone idee, e parole preziose. Ho scelto quindi di rallentare anche per poter maturare meglio ciò che scrivo, per poterlo custodire e sviluppare, prima di pubblicarlo, perché a volte è meglio restare in silenzio per qualche giorno in più, piuttosto che riempire gli spazi per forza qualcosa, solo per paura della pagina bianca, dello spazio vuoto, della curva dei lettori che si abbassa. Nella vita quotidiana, se uno non ha niente da dire, sta zitto. Nella vita del web, se uno non ha niente da scrivere, non pubblica.  Tutto qui. Quindi tranquillizzo chi pensa che il blog stia per chiudere, o sia già morto: quando deciderò di mettere fine a questa esperienza, avvertirò e saluterò come si conviene.

Certo, l’esperienza di questo blog non è tutta opera mia. Dietro ciò che è scritto, dietro i temi affrontati, c’è la riflessione di una che non è competente su nulla, ma che si affida alla mano di Qualcuno che sa scrivere dritto anche sulle righe storte. Dietro ogni post, ogni titolo, ogni foto, c’è la preghiera, unica garanzia  per far sì che queste non restino parole senza significato, e che non siano una perdita di tempo. Ecco perché quello che leggete vi sembra bello, e che la mia gratitudine è immensa. Se a qualcuno non sta bene, mi dispiace, ma qui funziona così. E se qualcuno è convinto di fare  molto meglio con mezzi diversi, prego, faccia pure, c’è spazio per tutti.

Noi andiamo avanti, un passo per volta, come recita la frase che leggete da oggi sotto il nome del blog. Perché per il centesimo post, abbiamo deciso di abbellirci un po’…e di accogliere finalmente l’invito fatto da un caro lettore, che oggi non è più con noi. Seguendo i primi passi del blog, mi aveva proposto di prendere alcune delle sue meravigliose foto per la testata, e io all’epoca non ero stata in grado di scegliere. L’ho fatto oggi, e ho scelto la foto che vedete, e altre che nei prossimi tempi renderanno ancora più prezioso questo blog. Un modo per ricordare un lettore speciale e per ringraziare di cuore Chiara e la sua famiglia. A loro, a te e al tuo sorriso,  a chi sta leggendo ora, o ha letto in passato dedico questo centesimo post. E grazie.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...