Di croci e crocette

Mission_Rodrigo_MendozaCerto che è strana la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, che è appena passata. Ci pensavo ieri, in macchina, in un lunedì uggioso di metà settembre, quando le vacanze sono un ricordo lontano, e il traffico, gli orari serrati del lavoro, l’organizzazione mentale di tempi e spazi è la traccia della quotidianità. Pensavo che è strano esaltare qualcosa che fa paura a tutti, che ricorda la fragilità e la debolezza, che ci parla di morte, senza tanti complimenti.

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Il calcolo dell’imprevedibilità

I componenti della commissione Grandi Rischi  della Protezione Civile sono stati condannati a sei anni di carcere per il terremoto in Abruzzo del 2009: non avrebbero fornito le giuste informazioni ai cittadini, minimizzando l’entità del sisma in arrivo. In pratica, non sono stati in grado di prevederlo con certezza assoluta.

Nello stesso giorno una nota showgirl, che ha passato la cinquantina da un po’,  ha confermato ufficialmente di essere incinta del primo figlio dal marito: dopo vari tentativi non riusciti, alla fine è ricorsa alla fecondazione assistita, e  ha dichiarato: <<Nutrivo il desiderio di diventare mamma da sempre, ma il bambino non voleva arrivare in modo naturale[…]Sono consapevole che alcuni pensano che alla mia età non avrei dovuto, ma ho voluto questo bimbo con tutta me stessa. In cuor mio farò il massimo per vivere il più a lungo possibile».

Cronaca e gossip,  Due notizie slegate fra loro, che più diverse non si può, diffuse nello stesso giorno, che mi hanno fatto pensare. Forse perché a modo loro entrambe fanno discutere, forse perché  lasciano stupiti…o forse perché parlano di prevedibilità e imprevedibilità.

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A braccia aperte

“Il Cardinale, così dicendo, stese le braccia al collo dell’Innominato; il quale dopo aver tentato di sottrarsi, e resistito un momento, cedette, come vinto da quell’impeto di carità, abbracciò anche lui il cardinale, e abbandonò sull’omero di lui il suo volto tremante e mutato. Le sue lacrime ardenti cadevano sulla porpora incontaminata di Federigo; e le mani incolpevoli di questo stringevano affettuosamente quelle membra, premevano quella casacca,  avvezza a portar le armi della violenza e del tradimento. (A. Manzoni –  I promessi sposi – cap. XXIII)

Lo ammetto, non mi ricordavo fosse così bella la descrizione dell’abbraccio tra l’Innominato e il Cardinale. Racchiude tutto, il timore, la vergogna, il desiderio di essere accolti, il calore del perdono. Tutto quello che ognuno di noi vorrebbe trovare in un abbraccio, e vorrebbe allo stesso modo essere in grado di dare.

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La Croce nella roccia

Sono tornata. Non mi ha fermato la pioggia o il freddo, né le spezie presenti in quasi tutti i cibi, né i controlli all’aereoporto, i raggi X alle valigie e le domande tipo: “scusi, chi ha fatto la sua valigia? Chi era presenta mentre la faceva? Porta un’arma?”. Sono tornata,  e non posso che ringraziare il Signore per l’opportunità che mi è stata data di compiere questo viaggio.

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