25 anni

ginestra

Forse non ho scelto il momento migliore per ricominciare a scrivere dopo tanto tempo. Forse avrei dovuto aspettare ancora, trovare l’occasione giusta, l’orario più consono, il silenzio, la luce giusta. Cogliere quell’attimo che mi scappa da mesi, insieme a fiumi di parole che dalla mia testa non sono mai uscite, post fantastici e commuoventi rimasti solo nel pensiero. Avrei potuto evitare di cominciare a scrivere al lavoro, con le cuffie sulle orecchie per cercare un minimo di concentrazione.

Ma non mi andava più di aspettare.

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I leoni di San Prospero

piazza San Prospero

Quando non trovo le parole, mi siedo e scrivo. Così è anche oggi, in una giornata di fine luglio che sa molto poco di estate. Con il lavoro fermo e la testa troppo piena di pensieri.
Comincio dall’immagine che ho scelto per questo post, la facciata della chiesa di San Prospero nell’omonima piazza di Reggio Emilia. Perché proprio questa? Perché è una delle piazze che conosco di Reggio, città di adozione di mia sorella.
E poi perchè è l’ultima immagine che ho inviato a Francesco, via sms, qualche tempo fa.

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Sole

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Ci sono notizie che passano senza fare rumore. Titoli piccoli, a margine, da sbirciare con la coda nell’occhio, e solo se ci sono foto interessanti. Una di queste notizie è passata in questi giorni, in cui la mia città e i principali titoli dei giornali sono stati “blindati” dalla visita di Obama. Talmente piccola da passare quasi inosservata.

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Sposati, Lady Oscar!

lady oscar

Come molti bambini nati nei primi anni ’80, sono cresciuta con i cartoni animati giapponesi. Quelle serie lunghe, che duravano un’infinità di puntate, e che parlavano spesso di robot, di amici magici, di ragazzini che facevano sport.

Il mio preferito, su tutti, senza gara, è Lady Oscar. Lo sa bene la mia amica Barbara,  con cui ho commentato quasi tutte le puntate, per telefono,  durante tutta l’adolescenza.

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Il custode di mio fratello

pietà Yemen

Stavo pensando ad un nuovo post da scrivere, ed è capitata la festa degli angeli custodi. Allora ho cominciato a pensare agli angeli custodi, a quanto troppo spesso non li consideriamo, a quanto li dimentichiamo, a quanto sia bella la preghiera con cui si fanno chiamare, a quanto avrà da fare il mio angelo custode, poveretto, per riparare tutte le castronerie che faccio, che dico, che penso, che scrivo durante una sola giornata.

E poi è c’è stata la tragedia di Lampedusa. Tante parole, tanti commenti, tante immagini.

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