25 anni

ginestra

Forse non ho scelto il momento migliore per ricominciare a scrivere dopo tanto tempo. Forse avrei dovuto aspettare ancora, trovare l’occasione giusta, l’orario più consono, il silenzio, la luce giusta. Cogliere quell’attimo che mi scappa da mesi, insieme a fiumi di parole che dalla mia testa non sono mai uscite, post fantastici e commuoventi rimasti solo nel pensiero. Avrei potuto evitare di cominciare a scrivere al lavoro, con le cuffie sulle orecchie per cercare un minimo di concentrazione.

Ma non mi andava più di aspettare.

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Il bello della zia…ancora

zia Selma

Lo so, l’immagine non è proprio il massimo. La verità è che ho constatato che non esistono, o comunque non mi sono venute in mente, altri tipi di zia “celebri” che non siano un po’ ridicole, come zia Bisbetica in “Brisby e il segreto di Nimh”, o zia PIttypat di “Via col Vento”, oppure zia Sara di “Lilli il Vagabondo” (quella dei gatti siamesi per intenderci). Tutte signore di una certa età, un po’ svampite, zitelle, con la voce gracchiante. Gli zii maschi, invece possono contare su esempi molto più famosi e simpatici, da zio Paperone a zio Fester, passando per zio Sam, zio Buck, zio Reginaldo degli “Aristogatti”.

Comunque anche Selma dei Simpson è una zia, come me. E nell’ultimo periodo il fatto di essere zia è stato ancora più chiaro nelle mie giornate, forse perché ho avuto il nipotino tutti i giorni a casa con me. Ora che questo momento così speciale sta per finire, e il piccolo sta per lasciare la nostra casa, mi sono tornate in mente le riflessioni sulla bellezza della “ziitudine” scritte più di un anno fa. Le ripropongo oggi, perché rileggendole mi hanno risuonato nel cuore, proprio come quando le ho scritte la prima volta. E quindi, anche se non mi piace tornare indietro, rieccovi il “Bello della zia”.

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Sono una zia. Meglio ancora sono una zia a distanza: appartengo cioè a quella categoria di zii che vivono lontani dai nipotini. Esistono diverse connotazioni degli zii a distanza: giovani, meno giovani, sposati e non sposati, con figli o senza. E poi si possono diversificare in base alla distanza stimata dall’amato pargolo: ci sono quelli che vivono a distanza limitata, a distanza considerevole e a distanza estrema. Io appartengo alla categoria base: sono la zia giovane (il vantaggio di essere l’ultima in famiglia è che sei considerato sempre giovane), a distanza limitata, non sposata, senza figli. In pratica tutta rivolta al nipotino. E conosco tanti compagni di avventura, zii a distanza come me, con cui condivido una serie ampia di svantaggi e di grandissimi privilegi.

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Diffidare delle imitazioni

Dopo la Verità, viene la Gioia.

Mancano otto giorni al Natale, otto precisi.  Lucine nelle strade, addobbi colorati, Babbi Natali attaccati alle finestre. E poi  le vetrine allestite con nastri e pacchetti, gli alberelli  innevati, gli omini di zenzero, lo zucchero filato, e tutte quelle simpatiche musichette nei negozi.

“A Natale siamo tutti più buoni”, “Natale è la stagione del perdono”, “Almeno a Natale lasciamo dietro le spalle i rancori”. Ne siamo proprio sicuri? No, perché basta girarsi intorno, sentire le persone che raccontano le difficoltà quotidiane, i rancori, le diffidenze, o aprire il giornale  e leggere della crisi, della nuova strage in Egitto, o delle sparatorie nel centro delle città, per rendersi conto che tutti questi buoni propositi non sono proprio stati capiti. Di gioioso e buono, in questo periodo c’è molto poco, e sembra che l’ isola felice del Natale sia, per gran parte della popolazione che ha superato da tempo l’infanzia e la prima adolescenza, scomparsa dai radar, o comunque molto appannata. E la magia, che fine ha fatto?Stai vedere che è  tutta un’enorme finzione…..

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