L’angolo di Paradiso

paradiso 3

Non so quante volte ho visto il film “Ghost”. So solo che tutte le volte che lo trasmettono, pur conoscendo a memoria la storia, ci casco e torno a guardarlo come se fosse la prima volta.

Mi emoziono sulla scena del vaso e tutte le volte che lui dice “idem” invece di “Ti amo” a lei, mi commuovo quando sparano a lui, rido quando lui incontra Whoopy Goldberg, mi indigno al tradimento dell’amico, e così via fino alla scena finale, quando lui ritorna su, dove lo aspettano. Sì, perché tutte le volte che il film finisce, faccio il gioco di restare con lo sguardo fisso sullo schermo fino all’ultimo fotogramma, per vedere il momento in cui lui entra in quello che dovrebbe essere il Paradiso, una specie di nuvola racchiusa tra luci sfumate, in cui riesci ad intravedere le sagome di alcune persone che si stringono attorno al nuovo arrivato. Il film finisce così. E per me questa immagine del Paradiso come un posto pieno di gente che aspetta e accoglie chi arriva è sempre stata molto rassicurante.

Non so come è fatto il Paradiso, ammetto che non ho nemmeno più di tanto approfondito l’argomento, visto che nessuno è tornato indietro da lì a raccontarmi com’è davvero. Credo al catechismo di San Pio X, che lo descrive come “il godimento eterno di Dio, nostra felicità”, e mentre studiavo la Divina Commedia ho sempre pensato che fosse vicinissima alla realtà la descrizione che ne fa Dante Alighieri: anime avvolte dalla luce, unite nell’eterna contemplazione di Dio, che scendono incontro a Dante nei rispettivi livelli di santità, solo per farsi conoscere da lui, per raccontare la loro storia e testimoniare la pienezza della vita nuova in Dio.

Pur convinta di questo,  a volte però mi chiedo come saremo in Paradiso, come e se ci riconosceremo, se avremo ancora sentimenti per le persone che abbiamo conosciuto e amato nella nostra vita terrena, o se, ricapitolati tutti in Dio, non avremo più bisogno di altro.

Quando poi mi chiedo se avremo un’età, mi torna in mente quello che mi disse mia madre al funerale di un prozio, morto alla vigilia dei 90 anni. Ero piccola, non ricordo la domanda che avevo fatto, ma solo che mia madre mi rispose che in Paradiso si torna tutti giovani, e non esiste la vecchiaia. L’immagine del Paradiso pieno di gente senza età, mi è rimasta nel cuore in tutti questi anni, e certo so che davanti a Dio il tempo della vita di ciascuno di noi non avrà più importanza…Eppure…

Eppure mi piace pensare che le anime di chi ha raggiunto il Paradiso molto presto abbiano una marcia in più: mi piace pensare che chi ha vissuto meno tempo su questa terra, si manifesti con ancora più forza e vivacità nel Cielo, e sia ancora più veloce, e più attento e più in ascolto, senza l’orgoglio e il senso di competizione, e quella sfrontataggine tipica dei giovani su questa terra.

Mi piace pensare che i giovani santi, da S. Stefano a S. Agnese, dai Santi Innocenti a S. Domenico Savio, a San Luigi Gonzaga, a S. Maria Goretti, fino a Piergiorgio Frassati, Ninnolina, Chiara Luce Badano, e Chiara Corbella Petrillo con i suoi bambini, fino a tutti i bambini e tutti i giovani morti in ogni tempo, ad ogni latitudine, e in ogni circostanza accolti dall’amore di Dio, si conoscano tutti, e siano tutti insieme, vicini, a vivere nella gioia questo godimento eterno, e pronti ad accogliere come primi testimoni le nuove anime che arrivano.

Chi ha studiato l’argomento molto più di me, e sulla questione può insegnarmi tutto quello che non so, riderà e storcerà la bocca di fronte a questi pensieri da bambini, troppo dipendenti dalle canzoncine che mi cantavano da piccola sugli angioletti che giocano a pallone nel cielo e raccolgono i palloncini sfuggiti dalla mano dei bambini sulla terra. In attesa di smentite, però, è ancora  bello chiudere gli occhi e immaginare questo angolo di paradiso dove sono tutti insieme,  i giovani chiamati presto da Dio accanto a lui,  secondo progetti imperscrutabili, a vivere e godere come i bambini la felicità eterna, amati e accolti dall’abbraccio premuroso di Maria. E che insieme guardino a noi, veloci nel soccorrerci nelle piccole difficoltà quotidiane, a rispondere alle piccole domande del nostro cuore, a darci silenziosa conferma che tutto ciò in cui crediamo è vero.

Come nel film Ghost, se Dio vorrà , il giorno in cui salirò in Paradiso e sarò anch’io al cospetto di Dio, vorrei essere accolta da tutte le persone che ho amato in questa vita, e ricevere il primo abbraccio da loro, che mi mostreranno senza parlare tutta la bellezza da cui sono stati avvolti negli anni della nostra lontananza fisica, e tutto quello che hanno fatto per me da lassù, senza che io me ne accorgessi. E subito dopo vorrei che fossero loro, i santi giovani, a venirmi incontro, a ridere con me, ad abbracciarmi, a farmi giocare con loro. E so che tra questi santi giovani ritroverò anche te, sorella, pronta a raccontarmi tutto quello che non hai fatto in tempo a dirmi mentre eri qui con me, pronta a darmi quell’abbraccio di pienezza, che in tutti questi anni mi hai fatto arrivare attraverso gli altri, pronta a farmi conoscere l’ampiezza, la larghezza, la profondità dell’amore di Dio per te, e per me.

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2 thoughts on “L’angolo di Paradiso

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